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Cardiologia

Un esame della troponina nel sangue può predire un infarto futuro?

pubblicato il 29-03-2017
aggiornato il 13-07-2017

Danni silenziosi al cuore possono essere svelati dalla troponina. Già oggi si usa questa proteina come conferma di un infarto in corso, si studia la sua utilità in chiave preventiva

Un esame della troponina nel sangue può predire un infarto futuro?

La troponina. Il nome potrebbe diventarci familiare come colesterolo alto e ipertensione quando si tratta di valutare il rischio di infarto e crisi cardiovascolari. Con un semplice e poco costoso esame del sangue, si potrebbe individuare questo pericolo pur in assenza di sintomi. Un pericolo che avanza silenziosamente, dicono i ricercatori che si sono dedicati allo studio di questo test su tremila uomini col colesterolo alto, ma nessun precedente cardiologico (poer ora nessuna donna ha partecipato alle prove). Lo studio è stato affrontato da docenti delle Università scozzesi di Edimburgo e di Glasgow e pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology. Nella loro ricerca l’esame della troponina ha confermato il suo potere predittivo su futuri attacchi cardiovascolari per cui non c’erano segnali concreti. Dando la possibilità di intervenire subito con terapie preventive.

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COSA E' LA TROPONINA?

Con questo termine ci si riferisce a un gruppo di proteine coinvolte nella contrazione del cuore. Un aumento della loro concentrazione nel sangue circolante può indicare un’importante sofferenza cardiaca. La troponina, quindi, potrebbe diventare un terzo marcatore del rischio cardiaco accanto a colesterolo e pressione del sangue (anzi, «più efficace di questi»). Oggi l’esame della troponina è già in uso se c’è incertezza su una diagnosi di infarto.La ricerca scozzese ha anche rivelato che tramite la misurazione delle troponine cardiache nel sangue si può controllare pure quali pazienti possono maggiormente beneficiare della cura con statine.

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LE PROSPETTIVE

I ricercatori scozzesi ricordano che le malattie cardiovascolari rappresentando una delle maggiori malattie-killer nel Regno Unito uccidendo ogni anno settantamila persone. Aggiungono che occorrono altri studi più ampi - e comprensivi delle donne, stavolta - per confermare la validità predittiva del test con la troponina che si presenta come un risultato «eccitante e che potrebbe rivoluzionale il modo di affrontare il rischio cardiovascolare», come si esprime il capo équipe Nicholas Mills, docente all’Università di Edimburgo.

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UNA POSSIBILE MISURA DIRETTA 

Il professore aggiunge: «I livelli del colesterolo e della pressione del sangue sono associati al rischio di un eventuale disturbo cardiaco, mentre la troponina è una misura diretta del danno al cuore». Quanto è lontano il giorno in cui la troponina potrebbe rientrare nei normali esami del sangue prescritti dal medico di base? «Non si può dire, occorrono studi prospettici per verificare la novità evidenziata in questa interessante ricerca», modera gli entusiasmi Maurizio Averna, ordinario di Medicina interna all’Università di Palermo e Past President della Società italiana per lo studio dell’Aterosclerosi.

 

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UNA «PROMESSA» DA VERIFICARE 

«Di fatto l’esame della troponina nel sangue oggi è utilizzato come indicatore precoce di un infarto del miocardio», continua il professor Averna. «Se la persona avverte un dolore che potrebbe essere cardiaco, si procede subito con la prova della troponina. Diverso, e da verificare a fondo, se questa può essere una misura di predizione per un evento imminente, non ancora in atto». Altro aspetto di novità che Averna sottolinea: «Nella ricerca la troponina viene proposta come fattore di rischio a sé per i disturbi cardiovascolari, senza tenere conto di altri elementi come il colesterolo cattivo, l’ipertensione, il fumo. Ma la parola definitiva può venire solo da studi prospettici».

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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