Nella cura del tumore al seno contano le terapie: questo è sicuro. Ma sulle chance di sopravvivenza dopo la malattia, inciderebbe anche un aspetto che poco ha a che vedere con i farmaci, la chirurgia e le corsie degli ospedali. La capacità di curare i rapporti sociali dopo aver trattato la malattia può sensibilmente migliorare le prospettive delle oltre cinquantamila donne che in Italia ogni anno si scoprono ammalate.
Il messaggio giunge da una ricerca pubblicata su Cancer, la rivista dell’American Cancer Society. I ricercatori del Kaiser Permanente Medical Center di Oakland sono partiti dai risultati di diversi studi condotti negli ultimi anni, secondo cui la solitudine e la mancanza di connessioni sociali aumenterebbero il rischio di morte prematura. Così hanno deciso di indagare se gli stessi aspetti hanno un ruolo non trascurabile nel determinare la prognosi di un gruppo di donne colpite dalla più frequente neoplasia femminile, il tumore al seno. Gli studiosi, guidata da Candyce Kroenke, hanno raccolto 9.267 cartelle cliniche di pazienti colpite dalla malattia e, in un follow-up durato dieci anni, hanno misurato il decorso della malattia rapportandolo alla rete di relazioni sociali intessute dalle donne. I risultati ottenuti parlano chiaro: avere una rete sociale estesa aumenta in modo significativo i tassi di sopravvivenza tra le donne che sono sopravvissute a un tumore al seno







