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Oncologia

Nuovi dati a favore della mammografia per le quarantenni

pubblicato il 07-12-2014
aggiornato il 08-02-2017

Uno studio USA conferma che un controllo mammografico periodico, anche in donne prive di fattori di rischio, può intercettare tumori in fase precoce

Nuovi dati a favore della mammografia per le quarantenni

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Il tumore del seno è il più diffuso fra le donne, ma anche uno fra i più curabili quando viene diagnosticato in tempo. Allora, quando è bene iniziare i controlli? In particolare cosa è raccomandato alle quarantenni, che ancora non rientrano nei programmi organizzati di screening mammografico?

I risultati di un recente studio presentato al meeting annuale della Radiological Society of North America (RSNA) indicano che è utile sottoporsi a mammografia periodica anche fra i 40 e i 49 anni e anche in assenza di fattori di rischio. Gli esperti dell’università della California di San Francisco hanno infatti messo alla prova il criterio, suggerito da varie pubblicazioni, di selezionare le pazienti da sottoporre a controllo mammografico in base a condizioni di rischio aumentato come storia familiare e densità del tessuto mammario. «Il nostro studio – hanno spiegato – mostra che con questo approccio si perde una percentuale significativa di tumori invasivi». L’indagine, di tipo retrospettivo, ha incluso 136 donne fra i 40 e i 49 anni con un tumore al seno identificato grazie a uno screening mammografico fra il 1997 e il 2012. La maggioranza dei casi (78%) non aveva una importante storia familiare di tumore nè un tessuto mammario molto denso.

Paolo Veronesi, direttore della Chirurgia senologica integrata dell'Istituto europeo di oncologia di Milano e presidente della Fondazione Veronesi, così commenta il dato: «Questo studio, seppure con i limiti di uno studio retrospettivo, dimostra quello che abbiamo sempre detto, cioè l'utilità della mammografia annuale già a partire dai 40 anni. Oggi, inoltre, con la tomosintesi, la potenzialità della mammografia soprattutto nelle giovani donne è ulteriormente aumentata. Deve inoltre essere associata nella maggior parte dei casi anche l'ecografia, esame complementare alla mammografia, per avere il massimo di accuratezza diagnostica».


@donatellabarus 

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il sito della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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