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Oncologia

Un vecchio farmaco protegge le donne operate al seno dalla menopausa precoce

pubblicato il 05-06-2014
aggiornato il 02-02-2017

Si tratta di un ormone sperimentato con successo in associazione alla chemioterapia, che si è dimostrato efficace nel preservare le ovaie. Lo studio presentato al convegno mondiale del tumore

Un vecchio farmaco protegge le donne operate al seno dalla menopausa precoce

Un risultato che non ti aspetti. Un farmaco, da sempre utilizzato come terapia ormonale per alcune forme tumorali, sembrerebbe in grado di preservare la fertilità nonostante la chemioterapia.  Stiamo parlando del goserilin acetato, una molecola che oggi potrebbe cambiare drasticamente il futuro di molte donne colpite da cancro al seno. E' quanto sostiene uno studio presentato in questi giorni all'ASCO di Chicago, il convegno mondiale di oncologia clinica organizzato dall'American Society of Clinical Oncology.

 

MENOPAUSA PRECOCE

Uno dei possibili effetti collaterali per una donna che si sottopone a chemioterapia per un tumore al seno è sicuramente quello della menopausa precoce. Una condanna per il resto della vita a non poter avere più figli. Attualmente una delle soluzioni è rappresentata dal prelievo e congelamento del tessuto ovarico prima che venga danneggiato. Un approccio costoso che non sempre porta al risultato sperato. Non solo, nei casi più urgenti la chemioterapia deve essere iniziata il prima possibile eliminando, di fatto, la possibilità di sottoporsi a prelievo ovarico.

 

LA STRATEGIA

La strategia che potrebbe rivelarsi oggi vincente nasce da una semplice intuizione. Perché non mettere a riposo le ovaie nel tempo in cui ci si sottopone a chemioterapia? E questa la domanda che si sono posti i ricercatori della Cleveland Clinic (Ohio). Per fare ciò sono ricorsi all'utilizzo dell'ormone goserilin acetato, un farmaco approvato dal lontano 1989 per il trattamento del cancro alla prostata e del seno.

 

I RISULTATI

Nello studio gli oncologi statunitensi hanno testato la molecola in questione su un gruppo di donne a cui era stato diagnosticato in fase precoce un tumore del seno non ormone-sensibile. Tecnicamente le pazienti hanno ricevuto un'iniezione del farmaco una volta al mese una settimana prima della chemio. Dopo 2 anni le ovaie avevano perso la loro capacità di funzionamento nell'8 per cento dei casi. Percentuale che, senza il trattamento con goserilin acetato raggiunge oltre il 20 per cento. Non solo, i ricercatori hanno anche evidenziato che la terapia combinata ha aumentato del 50 per cento la probabilità di sopravvivenza a 4 anni dall'inizio del trattamento.

 

GLI SCENARI FUTURI

Come spiega la dottoressa Halle Moore, coordinatrice dello studio,  «questi primi risultati dimostrano che non solo la terapia è sicura ma anche estremamente efficace. Attraverso questo innovativo approccio siamo in grado di aumentare le chance di concepire e far nascere bambini sani dopo la chemioterapia. Preservare la fertilità è una questione molto importante per le giovani donne con una diagnosi di tumore. Non possiamo non prenderla in considerazione».

@danielebanfi83

Daniele Banfi
Daniele Banfi

Giornalista professionista è redattore del sito della Fondazione Umberto Veronesi dal 2011. Laureato in Biologia presso l'Università Bicocca di Milano - con specializzazione in Genetica conseguita presso l'Università Diderot di Parigi - ha un master in Comunicazione della Scienza. Collabora con diverse testate nazionali.


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