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Pediatria

Camere del sale: per ora sono solo salate

pubblicato il 13-02-2012

Nessuna evidenza scientifica sul beneficio dei trattamenti per l’asma che avvengono nei centri benessere. Un vero e proprio business, ma ancora tutto da dimostrare, che può costare fino a 600 euro

Camere del sale: per ora sono solo salate

Nessuna evidenza scientifica sul beneficio dei trattamenti per l’asma che avvengono nei centri benessere. Un vero e proprio business, ma ancora tutto da dimostrare, che può costare fino a 600 euro

La chiamano Haloterapia. Un trattamento capace di alleviare i sintomi dell’asma senza doversi recare per forza al mare. La tecnica è un’evoluzione della speleoterapia, ovvero la cura dei problemi respiratori all’interno di grotte saline. In Italia di centri che offrono la possibilità di passare del tempo in un ambiente che mima l’aerosol marino ce ne sono ormai a centinaia. Si chiamano “camere del sale”. Ma sono veramente efficaci? La risposta dei pediatri, riunitisi a Milano in occasione del sesto meeting internazionale di allergie pediatriche, è netta: le camere del sale non hanno evidenza scientifica nel trattamento dell’asma.

AEROSOL MARINO- «Il concetto di base –spiega il dottor Luigi Terracciano, responsabile dell’area Allergie Respiratorie all’Ospedale Macedonio Melloni di Milano- è che in questi locali si vuole riprodurre l’effetto dell’aerosol marino e allo stesso tempo si vogliono mimare gli effetti del soggiorno nelle miniere di salgemma». Addirittura c’è chi ha tentato di quantificare l’effetto della camera al sale paragonandolo alle giornate passate al mare. Secondo quello che ormai è uno slogan, 30 minuti al giorno in queste camere sarebbero paragonabili a 3 giorni passati in spiaggia.

MITO DA SFATARE- L’idea di ricreare un ambiente marino artificiale è sicuramente accattivante. Oltretutto è largamente diffuso il pensiero che un soggiorno climatico lungo le coste sia di grande beneficio per la salute dei bambini. Un modo per metterli al riparo da asma e infezioni varie. Ma è realmente così? E’ proprio l’aerosol marino a dare beneficio o lo sono le differenti condizioni di vita? «Il motivo vero del miglioramento dei sintomi se ci si reca al mare sta nel fatto che in quei luoghi i bambini  non vengono a contatto con i loro coetanei  ammalati (quelli che hanno lasciato all’asilo in città), sono meno esposti alle sostanze inquinanti che aumentano il rischio di asma e infezioni, hanno abitudini di vita più idonee ad un bambino. L’aerosol marino non ha alcun ruolo  nella diminuzione  delle malattie respiratorie nei bambini che si spostano dalla città al mare» spiega Terracciano. Un dato supportato dall’evidenza scientifica dei numeri: la frequenza di asma e di infezioni respiratorie nei bambini che vivono stabilmente al mare, e quindi che vivono in comunità, non è minore di quelli che vivono stabilmente in città. Non solo, numerosi studi epidemiologici italiani ed europei dimostrano che il rischio di avere l’asma è maggiore nelle zone  costiere rispetto a quelle interne.

TECNICA PRIVA DI FONDAMENTO- «Se aggiungiamo a questi elementari ma solidi dati epidemiologici il fatto che non vi sia evidenza scientifica (ci sono pochissimi studi, condotti tutti  eccetto uno  senza un adeguato gruppo di controllo) né per la terapia col sale, elegantemente definita Haloterapia, né per la speleo terapia, allora  possiamo dire che le camere del sale sono un indubbio successo commerciale,  con evidenza scientifica nulla e presupposti logici che sono contrari alle nostre conoscenze sulle malattie che vorrebbero curare» conclude Terracciano.  Un business non di poco conto: un ciclo completo di terapie dura circa 20 sedute da 30 euro ciascuna. Il conto è presto fatto, 600 euro. Quasi come un bel soggiorno al mare.

Daniele Banfi


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