Pediatria

Con l’ormone dell’amore i padri diventano più teneri con i figli

pubblicato il 04-01-2013

E’ l’ossitocina, ormone dei rapporti sessuali, della maternità e ora si rivela pure della paternità: in uno studio, gli uomini che lo assumono si rivelano più affettuosi e più attaccati ai loro bimbi di pochi mesi. E in risposta i piccoli autoproducono un surplus di questa sostanza

Con l’ormone dell’amore i padri diventano più teneri con i figli

E’ l’ossitocina, ormone dei rapporti sessuali, della maternità e ora si rivela pure della paternità: in uno studio, gli uomini che lo assumono si rivelano più affettuosi e più attaccati ai loro bimbi di pochi mesi. E in risposta i piccoli autoproducono un surplus di questa sostanza  

Se ai padri viene fatta inalare dell’ossitocina, diventano molto più affettuosi e più coinvolgenti con i loro figlioletti di pochi mesi. E i bimbi a loro volta rispondono allo stesso modo. Per un effetto fotocopia del comportamento dei genitori? Non proprio, in quanto anche negli infanti è stata misurata un’accresciuta quantità di ossitocina. Stavolta autoprodotta. Ora, l’ossitocina è un ormone che ha dei nomi bellissimi: “ormone dell’amore”, “ormone del benessere”, “ormone della fiducia”, ma del quale non si sa molto. «Oggi, però, è parecchio sotto indagine», dice la professoressa Donatella Marazziti che l’ha studiata sotto il profilo innamoramento e amore, «non passa quasi mese senza che non salti fuori una sua nuova caratteristica».

STUDIO ISRAELIANO - L’ultima scoperta è questa fatta dal dottor Omri Weisman della Bar-Ilan University in Israele . Nell’esperimento i neo-padri erano 35 ed i loro bimbi di 5 mesi d’età. Agli uomini erano statati somministrati a loro insaputa – e a insaputa anche di chi somministrava – ossitocina oppure un placebo di uguale aspetto. Il risultato, per i padri che avevano ricevuto l’ormone, è stato quello descritto all’inizio mentre nei padri trattati col placebo il livello e i modi dell’affettività non apparivano cambiati.

ALL’ORIGINE DELL’ATTACCAMENTO - «Di notevole, intanto, in questo studio c’è che si siano tirati in ballo gli uomini», nota la Marazziti, professore associato di psichiatria all’Università di Pisa. «perché con l’ossitocina si parla sempre delle donne, anzi delle madri. In effetti è fondamentale per il parto e per il prodursi della montata lattea. Questo è quanto si sapeva fino a non molto tempo fa. Ma possibile, ci si chiedeva, che la natura abbia inventato questa sostanza per così poco? Poi si è visto che è presente anche negli uomini e alla fine degli anni ’90 è stato scoperto che viene liberata durante il rapporto sessuale. Del resto, gli esperimenti su animali dimostrano che l’ossitocina produce “attaccamento”. Sembra anche ridurre un po’ l’ansia: per esempio, si libera durante certe tecniche di massaggio e la meditazione trascendentale. Perciò si è meritata anche il nome di ormone del benessere: è contro lo stress, contro l’ansia e rafforza il sistema immunitario».

UN PROFUMO ELISIR? - Per tutte queste qualità sotto il segno dell’attrazione c’è chi ha pensato anche a produrre un profumo all’ossitocina e a venderlo su Internet, una specie di elisir d’amore da cospargere intorno a sé o in presenza della persona che interessa, ma i risultati sono apparsi nulli. Niente pozione magica, per ora, ma la suggestione resta. «Con gli studi di brain imaging si vede che quando la donna guarda il figlio o l’amato nel cervello si accendono certe aree ricche di ossitocina». Si accendono in modo uguale? «No, di più per il figlio».

CONTRO L’ANSIA D’AMORE - Messo in alto, sopra tutto, l’amore materno, resta tuttavia molto per l’amore romantico. Donatella Marazziti ha fatto ricerche specifiche sul tema pubblicate su riviste scientifiche internazionali: «Riassumendo, ho colto un legame tra i livelli di ossitocina nel sangue e l’ansia insita nell’innamoramento. Ora, potrebbe essere che le persone in questa situazione sentimentale producano un surplus di ossitocina per calmare l’ansia connessa al loro stato. Quando ci si innamora si è in continua tensione, no?, e con la continua paura di perdere l’altro».

 

Serena Zoli
Serena Zoli

Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.


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