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Cardiologia

Trapianti: ok a cuore e polmoni da donatori con l'epatite C

Trapianti di cuore e polmone con organi prelevati da persone infette dall'Hcv sicuri, se si trattano subito i riceventi con gli antivirali di ultima generazione

Oltre a curare l'epatite C, di cui nel mondo soffrono più di 70 milioni di persone, gli antivirali di nuova generazione si stanno rivelando farmaci interessanti anche in un altro campo della medicina: la donazione e il trapianto di organi. Al fine di ridurre la portata delle liste di attesa, diversi gruppi di ricerca stanno valutando l'opportunità di prelevare alcuni organi da persone decedute con un'infezione in corso da epatite C. La procedura, già testata con successo relativamente al rene e al fegato, ha fatto registrare il medesimo riscontro nel caso dei trapianti di cuore e polmone. A una condizione: quella di trattare i pazienti con gli antivirali per un mese, a partire dalle ore immediatamente successive al trapianto.

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