La soluzione è a portata di mano. Ma tra il dire e il fare, ci sono ancora troppi Stati che non hanno messo in campo tutte le risorse a loro disposizione per porre un argine al fumo, che continua a mietere vittime: quasi sei milioni le persone che perdono la vita ogni anno nel mondo, poco meno di centomila in Italia, seicentomila in totale a causa del fumo passivo.
IL RAPPORTO
Non stupiscono le conclusioni dell’ultima “Relazione sull’epidemia mondiale di tabacco”, stilata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Negli ultimi dieci anni, dall’introduzione della Convenzione mondiale sul controllo del tabacco, il primo trattato internazionale sottoscritto da 180 Paesi, i fumatori sono lentamente diminuiti. Ma la flessione avrebbe potuto essere più veloce, se soltanto si fosse agito sulla leva più efficace: quella dell’aumento delle tasse sui prodotti a base di tabacco. Tra i punti inseriti nel 2008 nel pacchetto “Mpower” - gli altri prevedono il monitoraggio dei consumi, la tutela delle persone dal tabacco, l’aiuto per abbandonare la dipendenza, l’informazione sui pericoli e il rafforzamento dei divieti sulla pubblicità e le sponsorizzazioni -, l’intervento sulle imposte è quello che si riflette con la più ampia portata sui consumatori, poco disposti a svenarsi per una sigaretta.







