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Ginecologia

Calcoli renali: il rischio aumenta durante la gravidanza

A partire dal secondo trimestre di gravidanza, tutte le donne hanno un rischio più alto di formare calcoli renali. La prevenzione: dal controllo del peso alla dieta

Un dolore al fianco che non passa. Le preoccupazioni che si addensano. Poi, la diagnosi: nefrolitiasi. Nelle donne in gravidanza, i sintomi di una colica renale finiscono spesso per incutere il timore di una complicanza legata alla gestazione. Ipotesi che, fortunatamente, nella maggior parte dei casi viene smontata già in pronto soccorso. La formazione dei calcoli rappresenta infatti la prima causa di accesso alle strutture ospedaliere delle donne incinte, al di fuori di quelle che sono le problematiche ostetriche. Si tratta dunque di un evento piuttosto comune, come molte donne si sono sentite dire nell’arco dei nove mesi dal proprio ginecologo. Ma perché anche chi non ha mai sofferto di calcoli renali - anche se sarebbe meglio dire chi non ha mai avuto una colica, visto che in assenza di sintomi una donna potrebbe non essere al corrente della presenza di calcoli nelle vie urinarie - potrebbe trovarsi a fare i conti con questo fastidioso problema proprio durante la gravidanza? La causa sarebbe da ricercare in un mix di cambiamenti fisiologici e anatomici a livello dell’apparato urogenitale femminile.

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