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Ginecologia

HIV: in Europa diagnosi tardiva per oltre la metà delle donne

Le nuove diagnosi di HIV in Europa sono state 141.000 nel 2018. In un terzo dei casi si tratta di donne e spesso la scoperta è tardiva

In Europa sono soprattutto le donne quarantenni a pagare il prezzo di una diagnosi tardiva di sieropositività all’HIV. Per loro, infatti, è più probabile scoprire tardi di avere contratto il virus, con implicazioni gravi sulla possibilità di intervenire tempestivamente, aumentare le possibilità di controllare l’infezione e scongiurare ulteriori contagi. In generale, il problema di una diagnosi tardiva riguarda oltre la metà delle donne europee sieropositive.

IN EUROPA 141.000 NUOVE DIAGNOSI DI HIV NEL 2018

I dati provengono dall’ultimo rapporto di sorveglianza su HIV e AIDS in Europa per il 2018, pubblicato a cura dell’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) e dell’ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Come sottolineato nel report, spiccano i dati sulle donne, che rappresentano circa un terzo delle 141.000 nuove diagnosi nel Vecchio Continente. Fra le diagnosi femminili, i due terzi dei casi riguardano donne fra i 30 e i 49 anni, quasi sempre (92%) eterosessuali. Nel 54% dei casi, queste donne arrivano tardi a scoprire di essere infettate dall’HIV. In particolare, le donne fra i 40 e i 50 anni hanno da tre a quattro volte in più la probabilità di ricevere una diagnosi tardiva rispetto alle ragazze più giovani. Negli uomini la percentuale di diagnosi tardive è di poco inferiore (52%), con evidenti differenze in base al tipo di trasmissione: gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini arrivano tardi alla diagnosi nel 41% dei casi, chi contrae il virus con rapporti eterosessuali nel 60% dei casi. 

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