Anche in gravidanza il sovrappeso e l’obesità, condizioni oggi più diffuse rispetto al passato, sono ritenute un fattore di rischio. Si sa che i chili di troppo aumentano le probabilità di diverse malattie, dal diabete all’ipertensione, dagli eventi acuti cardiovascolari fino a diversi tumori. Eppure, soprattutto in vista di una gestazione, mantenere un peso adeguato è fondamentale: per la salute propria (le donne obese presentano una maggiore probabilità di complicanze al parto) e del nascituro.
QUALI RISCHI PER IL NEONATO?
Sono diversi i riscontri raccolti dalla comunità scientifica che documentano uno spettro di conseguenze negative - con un gradiente di rischio crescente - per i bambini nati da mamme obese. Si va da una probabilità più alta di venire alla luce con delle anomalie congenite al rischio di vedere il proprio figlio crescere fin dai primi anni di vita con un peso superiore a quello atteso. Ma è necessario dire che l’obesità materna in gravidanza può portare con sé conseguenze ben più gravi come la morte del neonato. A renderla più probabile, come si evince da uno studio pubblicato su Obstetrics & Ginecology, tre possibili cause: la nascita prematura, la presenza di anomalie congenite e la sindrome della morte in culla. Nello studio, il più ampio nel suo genere, i ricercatori della scuola di salute pubblica della Boston University hanno preso in esame i dati relativi a oltre sei milioni di bambini nati in 38 Stati tra il 2012 e il 2013. Del registro facevano parte anche i dati relativi al peso e all’altezza delle madri relativi al periodo precedente la gravidanza. Così è stato possibile porre in relazione il dato della mortalità infantile con lo stato ponderale (indice di massa corporea, Bmi) delle future mamme.







