Ora c’è chi parla di tre Alzheimer. Lasciando la scelta se considerarle tre distinte malattie oppure tre varianti di una sola. Il nuovo studio targato Ginevra (Svizzera) contraddice il modello vigente di una malattia caratterizzata da una sequenza ineluttabile, a cascata, che va dall’accumulo di proteine tossiche nel cervello fino alla demenza provocata da un processo neurodegenerativo.
DAL PRIMO FARMACO LA SPINTA A RIVEDERE GLI STUDI
Sì, dicono i ricercatori svizzeri, questa sequenza deterministica si riscontra a volte, è vera, ma non per tutti i pazienti. I risultati insoddisfacenti del farmaco presentato di recente come il primo che cura l’Alzheimer (Aducanumab, per il quale di recente l'Agenzia europea del farmaco ha dato parere negativo all'immissione in commercio) hanno sottolineato che occorre riconsiderare la malattia, presente in Europa in 10 milioni di persone. Si sono assunti questo compito un consorzio di medici e di scienziati, guidato dall’Università di Ginevra (Unige) e dagli ospedali universitari della città (Hug), esteso anche all’Istituto nazionale della Salute e della Ricerca in Francia (Inserm), ri-analizzando (review) i dati di quasi 200 studi pubblicati.







