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Oncologia

Chirurgia «focale» per il tumore della prostata: di cosa si tratta?

Nei prossimi anni si potrà intervenire in maniera mirata sulle forme localizzate della malattia, per avere meno effetti collaterali e un rischio più basso di progressione della malattia

Candidata a diventare un'alternativa alla sorveglianza attiva, la chirurgia «focale» rappresenta un'ulteriore opportunità per trattare quei pazienti colpiti da un tumore della prostata localizzato che non crea particolari preoccupazioni. L'ipotesi è stata illustrata nel corso dell'ultimo congresso della Società Italiana di Urologia (Siu), ma con una precisazione: la sua disponibilità in Italia non si registrerà (in maniera diffusa) prima del 2020. Un'informazione doverosa, per non generare false aspettative nei pazienti. In un futuro prossimo, però, il ventaglio terapeutico già disponibile per trattare i tumori della prostata a basso rischio di progressione potrebbe arricchirsi di una nuova soluzione.

TUMORE DELLA PROSTATA: QUANDO
SI PUO' EVITARE L'INTERVENTO? 

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