Una storia lunga sei anni. Un melanoma alla coscia scoperto e rimosso nel 2013. La chemioterapia. La malattia che torna a fare capolino nel 2017, con due metastasi cerebrali: quanto di peggio possa accadere in una persona colpita dal più aggressivo tumore della pelle. Da qui, nel volgere di poche settimane, Antonio Emione si ritrova sulla sedia a rotelle. «Paura? Be’, a quel punto era difficile non averne», ricorda oggi l’uomo al Magazine di Fondazione Umberto Veronesi. Il cancro, impossibile da rimuovere per intero dal cervello, sembra «spegnerlo» giorno dopo giorno. La scelta di giocarsi la carta dell’immunoterapia, premiata con il Nobel per la Medicina nel 2018, sta però dando i risultati sperati. «Un residuo di malattia a livello cerebrale c’è ancora, ma siamo riusciti ad arrestarne la progressione», afferma Paolo Ascierto, direttore dell’unità di oncologia melanoma, immunoterapia oncologica e terapie innovative dell’Istituto Nazionale Tumori Fondazione Pascale di Napoli. Secondo lo specialista, che da anni ha in cura Antonio, «la risposta alle cure è eccezionale: con la risonanza magnetica si osserva pure una regressione della malattia».
«Con l'immunoterapia ho imparato a convivere con il melanoma»
La storia di Antonio Emione, da sei anni alle prese con un melanoma metastatico. Negli ultimi mesi, grazie all'immunoterapia, la malattia è regredita

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