Cosa accadrebbe se nei prossimi anni si riuscissero ad aumentare le coperture vaccinali contro l’HPV (papillomavirus) e gli screening per il tumore cervicale?
Di quanto si potrebbe incidere sulla diffusione del cancro al collo dell’utero?
Se lo è chiesto un team internazionale di ricercatori che su The Lancet Oncology ha pubblicato quella che di fatto è l’istantanea di un futuro possibile.
DIMENTICARE IL TUMORE CERVICALE ENTRO LA FINE DEL SECOLO?
Il modello prefigurato dai ricercatori ha valutato due possibili scenari, ed è il primo lavoro di questo genere su scala globale.
Nel primo scenario si ipotizza un rapidissimo incremento di copertura vaccinale e di screening.
Se entro un paio d’anni anni si arrivasse all’80-100 per cento di ragazze fra i 12 e i 15 anni vaccinate e se tutte le donne avessero a disposizione due esami di screening (Pap-test o HPV-test) nella loro vita, si potrebbero prevenire 13,5 milioni di casi di tumore cervicale entro il 2069, e entro la fine del secolo la malattia sarebbe una rarità (meno di 4 casi ogni centomila donne) in quasi tutti i paesi del mondo.
Si può fare? "Challenging", l'hanno definito gli stessi autori: un sfida ardua.







