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Oncologia

Immunoterapia neoadiuvante: una svolta nel tumore del colon dMMR

Nei tumori caratterizzati dal difetto nel mismatch-repair, l'utilizzo dell'immunoterapia prima dell'operazione porta ad una risposta completa alla malattia. Gli straordinari risultati presentati ad ESMO

Il 15% dei tumori del colon-retto sono caratterizzati dall'avere un difetto in un particolare meccanismo di riparazione del Dna. Una caratteristica chiamata mismatch repair-deficient (dMMR). In questi casi l'utilizzo dell'immunoterapia nella modalità neo-adiuvante, ovvero prima dell'operazione chirurgica di rimozione del tumore ai primi stadi di sviluppo, è in grado di portare ad una risposta completa alla malattia. Il risultato, che conferma un precedente studio pubblicato nell'aprile 2020 su Nature Medicine, è stato presentato al congresso dell'European Society for Medical Oncology

CHE COS'È IL TUMORE DEL COLON-RETTO DMMR?

Ogni anno in Italia, secondo i dati dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica, sono circa 48 mila le nuove diagnosi di tumore del colon-retto. In circa il 20% dei casi la malattia viene purtroppo scoperta quando è già in metastasi. Non tutti i tumori del colon però sono uguali. Una quota di questi tumori, pari a circa il 15% del totale, presenta una particolare caratteristica molecolare nota come dMMR. In sostanza queste cellule sono carenti di un meccanismo di riparazione del Dna che le esponde dunque a produrre proteine anomale che possono essere maggiormente riconosciute dal sistema immunitario. Proprio in virtù del fatto di avere un Dna particolarmente ricco di mutazioni, questo tipo di tumore bene si presta alla sperimentazione con farmaci immunoterapici. Questo perché il sistema immunitario, opportunamente stimolato, riesce a riconoscere con maggiore facilità cellule che contengono "molti errori".

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