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Oncologia

Sarcomi, la chemioterapia aumenta la sopravvivenza

Sono tumori piuttosto rari: se ne contano cinque casi su centomila abitanti, per anno. I sarcomi e i tumori dei tessuti molli sono malattie curabili con efficacia nella maggior parte dei casi e l’esito dipende soprattutto dalle dimensioni del tumore e alla loro profondità tissutale. Questo perché l’opzione terapeutica d’elezione è sempre stata rappresentata dalla chirurgia: più questa riesce a essere radicale, maggiori sono le chance di sconfiggere la malattia. Ora uno studio conferma l’utilità di far precedere l’intervento dalla chemioterapia per i pazienti colpiti da un sarcoma ad alto rischio di recidiva.

IL RUOLO DELLA CHEMIOTERAPIA NELLA CURA DEI SARCOMI

La notizia giunge da Copenaghen, dove nei giorni scorsi s’è concluso il congresso della Società Europea di Oncologia Medica (Esmo). L’occasione è stata propizia per presentare uno studio che ha confrontato diversi tipi di chemioterapia neoadiuvante - quella effettuata prima dell’intervento chirurgico, per ridurre le dimensioni del tumore e facilitarne l’asportazione - nel trattamento del sarcoma. Nello studio i ricercatori hanno reclutato 287 pazienti con alto rischio metastatico di sarcoma dei tessuti molli delle estremità o del tronco superficiale, rappresentativi all’incirca dell’80 per cento di tutti i tipi di sarcomi dei tessuti molli. I pazienti sono stati suddivisi in sei gruppi e trattati con diversi regimi di chemioterapia, a seconda del profilo istologico della malattia. Dopo un anno si è visto che i pazienti trattati prima dell’intervento con una combinazione di farmaci (epirubicina e ifosfamide) mostravano maggiori probabilità di non avere metastasi e tassi di sopravvivenza superiori rispetto agli altri. Il trial è stato interrotto in anticipo rispetto alle previsioni, visto il peso dell’evidenza ottenuta.

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