Di suicidio si parla poco. È un argomento talmente complesso, inquietante e difficile da affrontare che desta una comprensibile diffidenza. Ancora più tabù della morte per tutti i suoi annessi e connessi a cui ci si avvicina con fatica, pudore e riserbo; il suicidio connesso alla malattia è stato comunque l’oggetto di numerosi studi scientifici, a cominciare da quelli sul cancro.
LO STUDIO SU RISCHIO DI SUICIDIO E CANCRO
E, come emerso da una recente ricerca pubblicata online su Nature Medicine a fine marzo, nonostante i progressi nella cura del cancro degli ultimi decenni, i pazienti oncologici hanno un rischio più elevato di suicidio rispetto alla popolazione generale. Lo studio, condotto da Michael Heinrich e colleghi dell’Università di Ratisbona, ha messo insieme articoli rilevanti sull’argomento pubblicati su database scientifici come EMBASE, MEDLINE, PsycINFO, Web of Science, CINAHL e Google Scholar fino a febbraio 2021. È stata eseguita una revisione sistematica che includeva 62 studi e 46.952.813 pazienti. Per evitare la sovrapposizione del campione di pazienti, la meta-analisi è stata eseguita su 28 studi, che hanno coinvolto in totale 22.407.690 pazienti malati di tumore. Da ciò è emerso che la mortalità per suicidio era significativamente aumentata rispetto alla popolazione generale. Il rischio era fortemente correlato alla prognosi del cancro, allo stadio del tumore, al tempo trascorso dalla diagnosi e alla regione geografica. Ma al di là dei dati statistici che, vista la delicatezza della tematica, non ha senso elencare nel dettaglio, il dato da tenere presente è proprio l’aumento dei suicidi nei pazienti oncologici.







