Dalla conferenza mondiale sul tumore del polmone in Canada, sono giunte almeno un paio di notizie incoraggianti: arrivano nuovi farmaci e si consolida l’idea che questa forma di cancro, ancora così complessa da curare, si possa diagnosticare in fase precoce, cioè quando c’è speranza di guarirla o controllarla.
TUMORE POLMONARE: I NUMERI
Con 41.800 nuovi casi diagnosticati in Italia nel 2017 il tumore del polmone è il terzo più diffuso nel nostro Paese e resta, da anni, il più letale. Purtroppo, infatti, l’ottanta per cento dei pazienti arriva alla diagnosi con una neoplasia già in fase avanzata, con metastasi, anche perché nei suoi stadi iniziali la malattia non dà segni evidenti della sua presenza.
SPERANZE DALLA DIAGNOSI PRECOCE
Finalmente però sono stati compiuti dei progressi importanti nelle terapie, che sono stati al centro dell’attenzione degli oltre settemila specialisti provenienti da tutto il mondo riunitisi a Toronto per l’appuntamento annuale dell’International Association for the Study of Lung Cancer (Iaslc). Al convegno mondiale l’attenzione degli specialisti è stata rivolta anche alla diagnosi precoce di questa malattia, che nell’85 per cento dei casi riguarda i fumatori. Sono infatti stati presentati i dati di uno studio sulla Tac spirale, esame di screening che si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità per carcinoma polmonare di chi è più a rischio di ammalarsi, ovvero proprio i tabagisti. «Avanza nella comunità scientifica internazionale la convinzione, giustificata dai dati clinici di recente ottenuti, che in un arco di tempo di 4-5 anni il carcinoma polmonare possa essere diagnosticato in fase più precoce ed essere approcciato sul piano terapeutico con armi sempre più efficaci - afferma Giorgio Scagliotti, ordinario di oncologia medica, direttore dell’oncologia dell’Università di Torino e presidente della Iaslc -. Questo non vuole dire che saremo in grado di guarire ogni singolo paziente, ma ragionevolmente potremo allungare l’aspettativa di vita di un considerevole proporzione dei pazienti affetti da questa patologia cosi socialmente rilevante».






