La sorveglianza attiva per la gestione del tumore della prostata non è una novità. Ogni anno, in Italia, almeno diecimila pazienti a cui viene diagnosticato la più diffusa neoplasia maschile non vengono operati, ma tenuti sotto controllo attraverso un protocollo specifico che prevede quattro volte all'anno il dosaggio dell'antigene prostatico specifico (Psa), due controlli clinici (semestrali) e una biopsia dell'organo (annuale). Eppure non è sempre facile far capire ai pazienti come, in questo caso, le conseguenze negative della chirurgia possano essere in realtà superiori ai suoi benefici. Ecco perché ogni ulteriore conferma a riguardo è ben accetta.
Tumore della prostata: nuove conferme per la sorveglianza attiva
In alcuni casi ci si può limitare a sorvegliare il tumore della prostata, senza inficiare la sopravvivenza a lungo termine. In Italia almeno 10.000 pazienti l'anno scelgono così

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