Gli oncologi lo ripetono da tempo: i Parp-inibitori potrebbero segnare la svolta, nella terapia medica di molti tumori. Tra questi c’è il tumore dell'ovaio, il più aggressivo tra quelli che possono colpire l’apparato genitale femminile.
QUANDO ALTRI FARMACI NON FUNZIONANO PIÙ
Già impiegati da circa un anno, ma vincolati all’esito di nuove sperimentazioni, i Parp-inibitori sono farmaci che si candidano a diventare un punto fermo per le oltre seicento donne italiane che ogni anno sviluppano un tumore dell’ovaio a causa di una mutazione dei geni Brca 1 e 2, con successive recidive. Queste pazienti, in molti casi, dopo essersi sottoposte a un doppio ciclo di chemioterapia, sviluppano una resistenza ai farmaci che ha finora rappresentato il principale ostacolo sulla via della guarigione.







