Nel caso dei tumori che colpiscono i bambini e gli adolescenti, fare prevenzione primaria è di fatto impossibile. La differenza, al fine del superamento della malattia, può farla la diagnosi precoce. Ma anche la scelta del centro di cura è fondamentale. Trattandosi di neoplasie comunque rare (sono i 2.200 nuovi casi annui che si registrano in Italia, tra gli 0 e i 19 anni) e piuttosto eterogenee, maggiore è l’esperienza degli specialisti che si occupano di un piccolo paziente oncologico e più sono alte le chance di sconfiggere il tumore. Un aspetto che emerge da un’indagine condotta in sei Paesi europei, i cui risultati sono stati pubblicati sull’European Journal of Cancer.
Tumori pediatrici: l'importanza di curarli in centri con esperienza
Far afferire i tumori pediatrici più complessi in (pochi) centri di cura ad alta specializzazione fa la differenza. Soprattutto per i tumori solidi

Fai una donazione regolare
Dona ora per la ricerca sui tumori nei bambini
Articoli correlati
I tumori pediatrici oggi: progressi reali, cure disegualiNegli ultimi quarant’anni le prospettive di cura per i tumori pediatrici sono cambiate radicalmente. A metà degli anni Settanta la sopravvivenza a cinque anni per l’insieme delle neoplasie infantili era di poco superiore al 60%; oggi arriva all’87%. Un incremento significativo dovuto soprattutto a due fattori: la creazione di protocolli di cura specifici per l’età…
Tumori pediatrici: non tutti i bambini hanno le stesse chance di curaGarantire a tutti i bambini e adolescenti con tumore pari opportunità di cura e sostegno, a prescindere dal luogo di residenza. È questa la principale richiesta contenuta nel 1° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici in età pediatrica e adolescenziale, realizzato dalla FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) insieme alle associazioni…
Orca-T e Graft versus Host Disease: trapianto più sicuro nelle leucemieRidurre il rischio di complicanze dovute al trapianto senza compromettere l’efficacia del trattamento. Come? Utilizzando un nuovo protocollo che prevede l’infusione delle cellule in tre distinti momenti. La terapia Orca-T, secondo i dati dello studio di fase 3 Precision-T, è stata in grado di dimezzare il rischio di malattia del trapianto contro l’ospite cronica moderata-severa…
Osteosarcoma: la proteina MUL1 come potenziale oncosoppressoreIl ricercatore Jacopo Di Gregorio studia il ruolo della proteina MUL1 come oncosoppressore nell’osteosarcoma con l’obiettivo di sviluppare nuove strategie terapeutiche per contrastare questo tumore pediatrico
Glioma diffuso: nuovi farmaci per colpire le cellule staminali tumoraliSviluppare terapie innovative contro il glioma diffuso pediatrico, concentrandosi sulle cellule staminali tumorali e sul potenziale anti-invasivo di nuovi farmaci. La ricercatrice Giulia Pericoli illustra il suo progetto

