Mortalità in calo e incidenza in crescita. I tumori risultano oggi più curabili, ma anche più frequenti. Ecco spiegata, dunque, la fluttuazione dei dati: i malati sono in aumento, così come lo è la loro prospettiva di vita. Nulla di anomalo in statistiche, bilanci e prospettive che, nella Giornata mondiale contro il cancro, vanno però lette e interpretate.
DAGLI USA
Gli ultimi numeri, moderatamente incoraggianti, arrivano dall’altra sponda dell’Atlantico. È stata l’American Cancer Society a riassumere i dati del più recente ventennio e ad anticipare lo scenario dei prossimi anni. Secondo gli scienziati, dal 1990 a oggi, è stata raggiunta una diminuzione del 20 per cento del rischio complessivo di morte per cancro. I progressi, in questo senso, sono stati più rapidi per gli uomini neri di mezza età: per i quali i tassi di mortalità si sono ridotti del 50 per cento. Nonostante questo miglioramento, però, gli afroamericani continuano ad avere i più alti tassi di incidenza di tumore tra tutte le etnie. Un aspetto che non ha ancora una spiegazione certa: l’ipotesi più accreditata, al momento, indica una maggiore suscettibilità ad alcune condizioni - obesità, iperinsulinemia e sindrome metabolica - che giocano a favore dello sviluppo di nuove forme neoplastiche. Nel report, pubblicato su A Cancer Journal for Clinicians, gli scienziati statunitensi hanno ribadito gli organi più di frequente coinvolti: polmoni, colon, prostata e seno. Tracciata anche una stima per il 2014, da cui ci si aspetta oltre 1,6 milioni di nuove diagnosi e poco più di 580mila decessi. «Tra i tassi di morte e le nuove diagnosi, conviene concentrarsi maggiormente sui primi - afferma Ahmedin Jemal, vicepresidente per la sorveglianza e i servizi di ricerca per salute dell’American Cancer Society -. Oggi i pazienti vivono più a lungo perché le diagnosi vengono fatte in anticipo e i trattamenti risultano più efficaci. Ma di strada da percorrere ce n’è ancora molta, a partire dalla prevenzione: il 20% degli adulti americani continua a fumare e il 75% di essi è in sovrappeso o obeso».







