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Pediatria

La povertà è la vera minaccia per la salute

Un basso status socioeconomico è considerato un fattore di rischio per la salute - al pari del fumo, dell'obesità e dell'ipertensione - in grado di accorciare la vita fino a due anni

Ci sono delle variabili - il fumo di sigaretta, l'eccessivo consumo di bevande alcoliche, la sedentarietà e il sovrappeso - che possono minare la salute di una persona con la sua piena consapevolezza. E altre, invece, di fronte ai quali il singolo nulla può. Una di queste, per esempio, è l'inquinamento. Ma c'è un altro indicatore che rappresenta un fattore di rischio inesorabile: è il nostro status socioeconomico, che se troppo basso può farci ammalare e finanche morire prima del previsto. Gli effetti sulla salute sono visibili in tutte le fasi della vita, anche se è soprattutto nei primi anni che si determina la salute di un individuo. Motivo per cui nascere in un contesto di povertà, oltre a impedirci di vivere molte delle esperienze più anelate, rischia in realtà di renderci la vita più breve del previsto.

IL «PESO» DELLA POVERTA' SULLA SALUTE

In una fase di scarsa crescita economica come quella che da anni vive l'Europa, il tema delle disuguaglianze sanitarie è diventato una delle priorità degli esperti di sanità pubblica. L'Italia, per il momento, è ancora il Paese più longevo d'Europa. Ma per provare a leggere le dinamiche dei prossimi decenni, vale la pena di conoscere le conclusioni di «Lifepath», un progetto di ricerca che ha coinvolto dieci Paesi europei teso a comprendere l'impatto delle differenze sociali ed economiche sull'invecchiamento. Sotto il coordinamento di Paolo Vineis, a capo del dipartimento di epidemiologia ambientale dell'Imperial College di Londra, i ricercatori hanno fatto ricorso a indagini di popolazione e biologiche per giungere alla conclusione che «lo status socioeconomico è un fattore di rischio indipendente per la salute e per la mortalità». Il suo impatto in termini di anni di vita persi (2.1) è oggi considerabile di poco inferiore a quello determinato dalla sedentarietà (2.4) e di gran lunga maggiore rispetto allo stesso generato dall'ipertensione (1.6), dall'obesità (0.7) e dall'elevato consumo di bevande alcoliche

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE:
UN PATRIMONIO DA TUTELARE 

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