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Pediatria

Più di un trauma: parliamo di malattia da ustione

Ogni anno circa 4.000 persone sono ricoverate per ustioni. Servono cure e assistenza nel tempo, spesso a carico delle famiglie

L’ustione, talvolta, non è solo un evento traumatico acuto, ma una patologia a tutti gli effetti, tanto che si parla di malattia da ustione. In Italia si registrano ogni anno circa 4.000 ricoveri per ustioni, secondo i dati del 2019, ossia quelli disponibili più recenti, forniti dal Ministero della Salute e dalla SIUST (Società Italia Ustioni).

QUANTI E CHI SONO I MALATI DA USTIONI GRAVI?

I pazienti con gravi ustioni e conseguenti esiti cicatriziali invalidanti sono circa 2.500 ogni anno. Si tratta, per la maggior parte di adulti e anziani: 26% tra i 50 e i 70 anni e 24% sopra i 70 anni. Nel 67% dei casi sono maschi e nel 72% dei casi gli incidenti avvengono presso la propria abitazione: nel 34% dei casi la causa è la fiamma, nel 23% l'alcol. Solo nel 10% dei casi si tratta di incidenti sul lavoro.

UNA MALATTIA VERA E PROPRIA

Perché parlare di una malattia da ustione? «L’ustione, quando è estesa e profonda, o colpisce aree limitate ma nobili, come mani e viso - spiega il professor Antonio di Lonardo, Presidente della SIUST, Direttore del Centro Ustioni di Pisa - rappresenta senza dubbio uno dei peggiori traumi che una persona possa subire. L’impatto dell’ustione è devastante, non solo durante tutto il decorso della malattia in fase acuta, ma anche dopo la completa guarigione delle lesioni, a causa dei gravissimi problemi funzionali, estetici, e psicologici connessi agli esiti cicatriziali deturpanti e invalidanti. Quando l’ustione interessa i bambini la complessità di gestione diventa ancora più delicata. Per questo motivo si parla di malattia da ustione, una condizione che permane grave per mesi, ma che in alcuni casi si trasforma in una condizione cronica».

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