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Bruno Antonino

NOTE BIOGRAFICHE

• Nato a Milano nel 1982
• Laureato in Scienze Biotecnologiche Veterinarie presso l’Università dell’Insubria
• PhD in Biologia Cellulare e Molecolare presso l’Università dell’Insubria

«Biomarcatori e chemoprevenzione del tumore della prostata» (leggi qui l'intervista)

2017

Il ruolo del microambiente tumorale nel carcinoma prostatico

 

Il tumore della prostata è la seconda causa di mortalità maschile nel mondo occidentale. L’infiammazione rappresenta un carattere distintivo del cancro, ed è coinvolta sia nell’insorgere che nel progredire della malattia.

I linfociti natural killer (NK) sono cellule dell'immunità innata, coinvolte nel riconoscimento del tumore e sua eliminazione. Come molti altri membri del sistema immunitario sono altamente plastiche, e possono acquisire anche funzioni pro-tumorali. In diversi tumori, tra cui il carcinoma prostatico, sono state osservate in particolare cellule NK con peculiari caratteristiche pro-angiogeniche, cioè che portano a favorire il processo di vascolarizzazione e sostentamento della massa tumorale.

L’obiettivo del progetto è quello di verificare come il microambiente tumorale sia in grado di spingere le cellule NK a sviluppare proprietà pro-angiogeniche: a questo scopo verrà analizzato il “secretoma” del carcinoma prostatico, ovvero l’insieme dei fattori rilasciati dal tumore nel microambiente circostante, con il quale le cellule NK vengono a contatto.

Verranno inoltre utilizzati composti capaci di prevenire il processo dell’angiogenesi e lo sviluppo tumorale, per capire in che modo possano interferire con l’alterazione pro-angiogenica delle NK. Questi esperimenti permetteranno di identificare le molecole che agiscono da “interruttori” delle funzioni angiogeniche nelle cellule NK e i relativi meccanismi, e aiuteranno a individuare molecole in grado di limitare o invertire tale processo.


DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO

Irccs MultiMedica, Sesto San Giovanni (MI)

Area

Oncologia

2016

Biomarcatori e chemoprevenzione del carcinoma prostatico 

Il cancro della prostata è la seconda causa di mortalità maschile nel mondo occidentale. Il test del PSA (Antigene Prostatico Specifico) costituisce uno dei principali biomarcatori per questo tumore. Tuttavia, alti livelli di PSA sono riscontabili anche durante infiammazioni, infezioni o iperplasia benigna della prostata. Per questo sono sempre più necessari nuovi approcci diagnostici, di intervento terapeutico, e di prevenzione.

Il progetto prevede la valutazione di come l’infiammazione e l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni intorno al tumore, siano coinvolti nella progressione del carcinoma prostatico, attraverso studi in vitro su modelli cellulari di tumore prostatico e di angiogenesi, ed ex vivo utilizzando campioni direttamente da pazienti. Utilizzando un nuovo approccio per lo studio di metaboliti specifici nei sieri di pazienti con carcinoma prostatico, è stato possibile identificare tre molecole della famiglia delle carnitine, presenti in maggior quantità in soggetti sani rispetto ai pazienti. Questo ha suggerito una loro potenziale funzione protettiva. Il ruolo di queste molecole nella prevenzione dei tumori sarà studiato sia in cellule di tumore alla prostata che in cellule endoteliali. Il fine ultimo della ricerca è quello di individuare nuovi biomarcatori ed approcci di chemoprevenzione per il carcinoma prostatico.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

IRCSS Multimedica di Sesto San Giovanni (MI)

Area

Oncologia

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