Fabbri Chiara

NOTE BIOGRAFICHE:

  • Nata a Faenza (RA) nel 1986
  • Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Bologna
  • PhD in Psichiatria presso l’Università di Bologna


Depressione: guardare al Dna per scegliere il farmaco giusto (leggi l'intervista)

2020

Depressione: l’importanza della variabilità genetica nella risposta ai trattamenti

 

La depressione è responsabile del 15% circa dei giorni vissuti con disabilità in Europa ed è la seconda causa di disabilità nei giovani. Si tratta di un disturbo molto eterogeneo: alcuni pazienti mostrano i maggiori sintomi nella sfera cognitiva, altri una significativa ansia concomitante e altri disturbi prevalentemente somatici. Una migliore comprensione delle basi biologiche potrebbe aiutarci nel comprendere queste differenti manifestazioni e portare allo sviluppo di trattamenti personalizzati.

 

Obiettivo del progetto sarà quello di utilizzare i dati genetici ottenuti da diverse coorti di pazienti con depressione (oltre 8.500 pazienti in totale) per identificare le basi genetiche delle diverse manifestazioni cliniche di questo disturbo. Verrà utilizzato un approccio innovativo, in grado di valutare l’effetto delle varianti genetiche più comuni nella popolazione insieme alle varianti più rare, localizzate in aree chiave del genoma.


I risultati consentiranno di conoscere le basi genetiche correlate alle diverse manifestazioni cliniche, e permetteranno di sviluppare marcatori predittivi della risposta ai trattamenti – così da facilitare la personalizzazione delle terapie antidepressive.

  

Dove svilupperà il progetto:

Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

2018

Sequenziamento di varianti genetiche in pazienti con resistenza agli antidepressivi

Il disturbo depressivo maggiore ha un impatto importante sul benessere individuale, essendo responsabile di circa il 15% dei giorni vissuti con disabilità in Europa. La scelta dell’antidepressivo è guidata da criteri clinici generici. Una risposta insoddisfacente a due o più antidepressivi (resistenza) si osserva in circa il 30% dei casi.

Il disturbo depressivo maggiore è eterogeneo, essendo diverse disfunzioni biologiche implicate in pazienti diversi, per cui l’utilizzo di marcatori biologici per personalizzare i trattamenti è auspicabile. Tra i possibili marcatori biologici, le varianti genetiche appaiono particolarmente promettenti. Scopo del progetto è identificare quelle associate al rischio di non risposta e resistenza agli antidepressivi nel disturbo depressivo maggiore. Verranno studiate varianti genetiche rare e comuni in un campione di 1346 pazienti affetti da DDM in terapia antidepressiva, inclusi 455 pazienti resistenti al trattamento.

Le analisi saranno focalizzate su gruppi di geni funzionalmente correlati, in modo da riflettere la natura poligenica della risposta antidepressiva e per identificare un profilo genetico di rischio di resistenza al trattamento antidepressivo. Il progetto si propone lo studio delle cause della non risposta agli antidepressivi mediante analisi genetica di pazienti con disturbo depressivo. 
 

Dove svilupperà il progetto:

Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience, King's College Londra (UK)

Torna a inizio pagina