Figlioli Gisella

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Erice (TP) nel 1985
  • Laureata in Scienze e Tecnologie Biomolecolari all’Università degli Studi di Pisa
  • PhD in Scienze Biologiche e Molecolari all’Università degli Studi di Pisa


Quei geni mutati che predispongono al tumore al seno (leggi l'intervista)

2019

Mutazioni non ereditarie nel tumore al seno con mutazione su FANCM

In alcuni casi il tumore al seno è causato da mutazioni ereditarie ad alto rischio (ad esempio nei geni BRCA1, BRCA2 e PALB2) o a rischio moderato (tra cui FANCM). Anche mutazioni non ereditarie, acquisite nel corso della vita, possono influenzare l’insorgenza e lo sviluppo di questo tumore e la sua risposta alle terapie.

In particolare, nei tumori al seno che insorgono in pazienti che hanno una mutazione su BRCA1, BRCA2 o PALB2, esistono mutazioni non ereditarie che rendono le cellule incapaci di riparare eventuali danni al DNA. I pazienti che sviluppano questi tumori rispondono meglio alle terapie che danneggiano il DNA o che ne impediscono la riparazione.

Il primo obiettivo di questo progetto è descrivere l’insieme delle mutazioni non ereditarie presente nei pazienti con tumore al seno con mutazione su FANCM. Il secondo obiettivo è verificare se tra queste mutazioni ve ne siano alcune in grado di rendere il meccanismo di riparazione del DNA difettoso. I risultati permetteranno di comprendere meglio le caratteristiche genomiche di questi specifici tumori e forniranno indicazioni utili sulle terapie più efficaci da utilizzare.

Area

Oncologia

2018

Mutazioni sul gene FANCM e predisposizione al carcinoma ovarico 

Il carcinoma ovarico, uno dei tumori più aggressivi nelle donne, è causato in alcuni casi da mutazioni di Brca 1 e Brca 2, geni coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA. Mutazioni in Brca 1 e Brca 2 rappresentano anche un fattore di rischio per il carcinoma mammario: un’alterazione nella sequenza di questi geni determina infatti la sindrome del cancro ereditario della mammella e dell’ovaio. Si ritiene tuttavia che esistano altri geni che, se mutati, predispongano a questa condizione.

Ad esempio mutazioni nel gene FANCM sono state descritte come fattori di rischio per il carcinoma mammario, ma non è chiaro se giochino un ruolo anche nel predisporre al carcinoma ovarico. Il primo obiettivo del progetto è dunque quello di stimare l’effetto di mutazioni di FANCM sul rischio di carcinoma ovarico, analizzando circa 21mila donne malate e 23mila donne sane.

Saranno inoltre valutate eventuali differenze nell’effetto di mutazioni localizzate su diverse aree di FANCM: dati preliminari mostrano infatti che mutazioni nella parte iniziale di FANCM conferiscono un rischio più elevato di tumore al seno e una maggiore aggressività della malattia rispetto a quelle nella parte finale. I risultati consentiranno di misurare qual è il rischio di carcinoma ovarico nelle donne portatrici di mutazioni in FANCM, e contribuiranno a migliorare i programmi di prevenzione

Lo studio punta a chiarire se le mutazioni sul gene FANCM, note per predisporre al tumore del seno, possano aumentare il rischio anche per il tumore ovarico.

2017

Ruolo del gene FANCM nella predisposizione al carcinoma mammario

 

Il carcinoma mammario è la prima causa di mortalità per malattia oncologica nelle donne. Questa malattia è causata anche da fattori genetici, come mutazioni nei geni BRCA1, BRCA2 e PALB2. Le mutazioni in questi geni spiegano però solo il 20-25% dei casi familiari di carcinoma mammario. Si ritiene pertanto che possano esistere mutazioni causa di tumore al seno su altri geni: la loro identificazione consentirà di stimare il rischio di contrarre la malattia in un maggior numero d’individui e di famiglie.

Il gene FANCM (Fanconi Anemia Complementation Group M) è stato recentemente descritto come un nuovo gene le cui mutazioni sono associate a carcinoma mammario. Questo progetto si propone di stimare l’entità del rischio conferito dalle mutazioni di FANCM, di verificare la loro associazione con il tasso di sopravvivenza e il loro effetto nei portatori di mutazioni nei geni BRCA1/2 mediante studi basati sulle famiglie e su individui della popolazione generale. Nello specifico, per misurare il rischio conferito da ciascuna mutazione saranno eseguite analisi su circa 250 famiglie con mutazioni nel gene FANCM. L’associazione con la sopravvivenza sarà analizzata in più di 58.500 individui affetti.


Infine, l’effetto di modificazione sul rischio sarà studiato in almeno 26.600 individui portatori di mutazioni nei geni BRCA1/2. I risultati di questo progetto permetteranno una stima del rischio ereditario di carcinoma mammario in un numero maggiore di soggetti e contribuiranno a migliorare i programmi di prevenzione e sorveglianza nei portatori di mutazione e nei loro familiari.


 

Area

Oncologia