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Zubovic Lorena

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Rijeka (Croazia) nel 1981
  • Laureata in Genomica funzionale all’Università degli Studi di Trieste
  • PhD in Biologia molecolare all’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB), Trieste


Dallo splicing alternativo alla cura dei tumori (leggi l'intervista)

2018

Alterazioni degli RNA nelle sindromi mielodisplastiche

La sindrome mielodisplastica (MDS) è un insieme di disordini che comprende una carenza patologica di cellule del sangue e un’alterazione nelle cellule progenitrici del midollo osseo. Si tratta di una malattia ancora difficilmente trattabile e progressiva, associata ad un alto rischio di sviluppo di una leucemia mieloide acuta (AML). Più della metà dei pazienti adulti affetti da MDS presentano mutazioni nei geni dello spliceosoma, una macromolecola che nelle cellule si occupa del processo detto splicing alternativo.

Questo processo, altamente regolato, permette di eliminare di volta in volta porzioni diverse dell’RNA che verrà poi tradotto in proteina, in modo da poter ottenere proteine diverse a partire dallo stesso gene. Un’alta percentuale di malattie è causata da difetti nello splicing, e le cellule tumorali spesso producono preferenzialmente certe isoforme di RNA rispetto ad altre. Nonostante le mutazioni riscontrate nei casi di MDS, ancora per questi pazienti non abbiamo un marcatore diagnostico; inoltre sappiamo ancora poco sui geni e i processi alterati nei casi di MDS pediatrico. In questo studio verranno quindi investigate le alterazioni nello splicing sia nell’MDS pediatrico che nelle AML legate alla MDS adulta: sulla base dei risultati ottenuti voglio identificare nuovi marcatori e bersagli terapeutici.

Lo studio indagherà le alterazioni molecolari alla base delle sindromi mielodisplastiche pediatriche, e delle leucemie causate da questa malattia nell’adulto.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO:

Centro di Biologia Integrata (CIBIO), Trento

2017

Dallo splicing alternativo alla cura mirata dei tumori

 

I geni umani sono composti da esoni (cioè sequenze di Dna che codificano per una proteina o parte di essa) intercalati da introni (regioni del Dna non codificanti). Durante il processo della trascrizione del Dna in Rna, gli introni vengono rimossi dall’Rna attraverso un processo denominato splicing, e gli esoni sono uniti tra loro a formare l’Rna messaggero maturo (mRna), contenente le istruzioni finali per la produzione della proteina. Lo splicing alternativo, ovvero la capacità di effettuare tagli diversi tra esoni e introni includendo o omettendo porzioni differenti, permette al genoma di produrre una varietà di mRna a partire da un unico gene primario. Si è ormai accertato che oltre il 95% dei geni umani produce più di una variante di mRna mediante splicing alternativo, amplificando così enormemente la capacità codificante del nostro genoma. Tuttavia, nonostante la flessibilità del meccanismo di splicing abbia rappresentato chiaramente una risorsa importante durante l’evoluzione, essa è anche un fattore di rischio ed è stato dimostrato che una larga percentuale di malattie sono causate da difetti di splicing.

L'obiettivo del progetto è approfondire alcune condizioni in cui lo splicing alternativo può giocare un ruolo rilevante nel cancro, cercando di identificare delle varianti di mRna specifici e i meccanismi molecolari coinvolti nella genesi tumorale. In particolare verrà investigato il ruolo dello splicing alternativo nei tumori del sangue, come le sindromi mielodisplastiche, la leucemia linfatica cronica e la leucemia mieloide acuta. Lo scopo è quello di identificare dei trascritti specifici che potranno facilitare la diagnosi e la cura del cancro.


DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO

Centro di Biologia Integrata (CIBIO), Trento

Area

Oncologia