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Ponzoni Luisa

NOTE BIOGRAFICHE

• Nata a Melzo (MI) nel 1987
• Laureata in Biologia applicata alla Ricerca Biomedica all’Università degli Studi di Milano
• PhD in Farmacologia clinica e sperimentale all’Università degli Studi di Milano

Cosa succede al cervello se ci si astiene dalle sigarette? (leggi qui l'intervista)

2017

Alterazioni indotte dall'esposizione alla nicotina

Il progetto si propone di indagare i cambiamenti comportamentali e neurochimici indotti dall’astinenza da fumo di sigaretta tradizionale ed elettronica. In particolare, studi recenti hanno dimostrato che gli adolescenti spesso associano il fumo di sigaretta con il fumo di marijuana. In uno studio precedente è stato osservato che l'esposizione al fumo di sigaretta tradizionale e al vapore di sigaretta elettronica aumenta la sensibilità agli “effetti rinforzanti” della marijuana, cioè alla sensazione di gratificazione che deriva dal suo consumo e che spinge a ripeterlo (fino a provocare dipendenza). Questo progetto si propone di investigare le possibili alterazioni neurochimiche che contribuiscono ad avvicinare i giovani alla marijuana. Inoltre l'utilizzo della sigaretta tradizionale e di quella elettronica potrebbe essere coinvolto nella patogenesi di molte malattie psichiatriche come ansia, depressione e Alzheimer. Pertanto saranno investigati i possibili deficit cognitivi e alterazioni dello stato emozionale indotti dall'uso dei due tipi di sigaretta. La comprensione dei meccanismi neurochimici e comportamentali indotti dall’esposizione alla sigaretta tradizionale e elettronica apre nuove strade per lo sviluppo di sempre nuove molecole per la terapia contro la dipendenza da nicotina e l’uso di marijuana.

DOVE SVILUPPERA' IL PROGETTO

Università degli Studi di Milano

2016

Cambiamenti comportamentali e neurochimici indotti dall'eliminazione della nicotina 

Negli ultimi anni, si è acceso il dibattito intorno alle sigarette elettroniche, sia con che senza nicotina, come strumenti per aiutare la disassuefazione dal fumo di sigarette tradizionali, molto dannoso per la salute. Restano ancora da chiarire gli eventuali danni che, seppure in misura minore rispetto alle sigarette tradizionali, quella elettronica può provocare. La sigaretta elettronica non è innocua: dà una forte dipendenza e possiede un effetto ansiogeno rilevante. Le analisi effettuate indicano che l’esposizione alla sigaretta tradizionale e a quella elettronica induce simili cambiamenti biochimici a livello cerebrale; il dispositivo elettronico causa sintomi astinenziali acuti di minore intensità ma un aumento del livello di ansia sul lungo periodo. Lo scopo del progetto sarà quindi studiare sia il profilo emozionale (eventuale presenza di sintomi depressivi) sia quello cognitivo (deficit mnemonici ed attenzionali) di topi precedentemente esposti ai due tipi di sigaretta durante un’astinenza prolungata, e di correlare eventuali cambiamenti a livello neurochimico e biochimico (recettori glutamatergici, endocannabinoidi e neurotrasmettitori). Inoltre, dal momento che spesso il fumo di sigaretta è associato con il consumo di mariujana si verificherà se l’esposizione ai due tipi di sigaretta è in grado di alterare la sensibilità al Δ9-Tetrahydrocannabinolo (THC), principio attivo della marijuana. La comprensione dei meccanismi biochimici e comportamentali indotti dall’esposizione sia al fumo della sigaretta convenzionale che al vapore del dispositivo elettronico apre nuove strade per lo sviluppo di sempre nuove molecole per la terapia contro la dipendenza da nicotina.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

Università degli Studi di Milano

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