Carbone Maria Luigia

NOTE BIOGRAFICHE

  • Nata a Terlizzi (BA) nel 1983
  • Laureata in Biotecnologie Mediche presso l’Università degli Studi di Perugia
  • PhD in Morfobiologia applicata e Citometabolismo dei farmaci presso l’Università di Bari e in Fisiologia e Patologia Vascolare presso l’Università di Nantes (Francia)

2020

Marcatori molecolari della vitiligine e risposta all’immunoterapia del melanoma

L'immunoterapia (un insieme di tecniche che potenzia il sistema immunitario del paziente) ha prolungato molto la sopravvivenza dei pazienti colpiti da melanoma metastatico, ma la percentuale di chi può beneficare di questa terapia è ancora bassa. È quindi fondamentale identificare dei marcatori di risposta alla terapia, per capire se le cure stanno avendo effetto e monitorare i pazienti in modo efficace.


Durante l'immunoterapia alcuni pazienti sviluppano lesioni depigmentate simili alla vitiligine, una patologia cutanea autoimmune che porta alla distruzione dei melanociti (le celle che danno “colore” alla pelle): studi recenti suggeriscono che queste lesioni siano associate in modo positivo alla risposta all’immunoterapia.


Normalmente la vitiligine presenta varie molecole del sangue, come proteine e acidi nucleici, che presentano valori alterati. Scopo del progetto sarà analizzare queste molecole nei pazienti con melanoma durante l'immunoterapia, per capire se possano anche essere usati come marcatori affidabili di risposta alla terapia.


Verranno anche analizzate le cellule immunitarie presenti nelle lesioni depigmentate, per analizzare i meccanismi molecolari alla base della risposta all'immunoterapia.

 

Dove svolgerà il progetto:

Istituto Dermopatico dell'Immacolata (IDI) – IRCCS, Roma

Area

Oncologia

2018

Marcatori della vitiligine e immunoterapia del melanoma

Per la terapia del melanoma metastatico sono oggi disponibili farmaci denominati inibitori di checkpoint immunologici, i quali stimolano il sistema immunitario del paziente ad eliminare le cellule tumorali. Questi farmaci non sono efficaci in tutti i pazienti e possono avere effetti tossici. Inoltre per avere la conferma clinica che la terapia stia funzionando possono essere necessari diversi mesi.

Una percentuale di pazienti con melanoma sviluppa lesioni simili alla vitiligine ed è stata osservata un’associazione positiva tra comparsa di queste lesioni e risposta alla terapia. Nel paziente non oncologico con vitiligine la comparsa di nuove lesioni è preceduta da variazioni nel sangue di alcune specifiche proteine ed acidi nucleici. Scopo del progetto è monitorare tali proteine e acidi nucleici nel sangue di pazienti con melanoma in terapia, per stabilire se variazioni nella loro concentrazione possano permettere di individuare i pazienti che stiano rispondendo o meno al trattamento.

La disponibilità di marcatori precoci di risposta alla terapia avrebbe importanti ricadute cliniche permettendo di evitare di protrarre inutilmente una terapia che può causare eventi avversi in assenza di una chiara azione antitumorale. Scopo della ricerca è identificare proteine e acidi nucleici nel sangue di pazienti con melanoma in terapia come marcatori di risposta alle cure.

Dove svilupperà il progetto:

Istituto Dermopatico dell’Immacolata IDI-IRCCS, Roma

 

Area

Oncologia
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