Gargiulo Paola

NOTE BIOGRAFICHE 

  • Nata a Sorrento (NA) nel 1982
  • Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
  • Specializzazione in Cardiologia all’Università degli Studi di Napoli “Federico II”


Caccia ai marcatori di fibrosi cardiaca dopo infarto del miocardio (leggi l'intervista)

 

2019

Sacubitril/valsartan e fibrosi miocardica nello scompenso cardiaco

Nei pazienti con insufficienza cardiaca (IC) dovuta al malfunzionamento del ventricolo sinistro, con conseguente difficoltà respiratoria, è stata approvata una terapia che abbina i principi attivi sacubitril e valsartan, efficaci sul cuore infartuato e sulla prevenzione della disfunzione ventricolare. Tuttavia i meccanismi alla base di tale efficacia non sono chiari. Scopo del progetto è valutare l'effetto di sacubitril/valsartan nei pazienti con IC post-ischemica con disfunzione ventricolare sinistra. In particolare verranno valutate la sintomatologia, la presenza e l’estensione della fibrosi cardiaca (tessuto cicatriziale dovuto all’ischemia), i cambiamenti post-infarto del ventricolo sinistro, la funzione cardiaca e i livelli di microRNA, molecole che controllano processi cellulari critici anche nella fibrosi cardiaca. A questo scopo verranno confrontati per sei mesi 59 soggetti con IC post-ischemica e difficoltà respiratoria, in terapia con sacubitril/valsartan, e 59 soggetti affetti da IC asintomatici, in terapia standard. Lo studio fa parte di un progetto più ampio che valuta la correlazione tra fibrosi e miRNA nello sviluppo dell'IC post-infartuale.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO:

Università degli Studi di Napoli “Federico II”

2018

MicroRna e fibrosi nella cardiomiopatia dilatativa non ischemica

La cardiomiopatia dilatativa è una patologia caratterizzata da dilatazione del ventricolo sinistro e disfunzione della sua contrazione (sistole) in assenza di malattia coronarica. Un terzo dei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa presenta fibrosi cardiaca, una conseguenza della sovrapproduzione e dell’accumulo di collagene nel cuore. Studi recenti indicano che piccole molecole chiamate microRna controllino diversi processi cellulari critici nella fibrosi cardiaca.

Tuttavia, non è chiaro in che misura questi microRna siano associati a fibrosi miocardica e come influenzino la prognosi dei pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa: il progetto vuole gettare luce su questi aspetti. Verranno studiati 70 pazienti tramite valutazione anamnestica e clinica, risonanza magnetica cardiaca e prelievo di sangue venoso per dosare i livelli di microRna e di marcatori del metabolismo del collagene, ad intervalli di tempo.

I risultati di questo studio potrebbero essere molto utili nell'identificare i pazienti con cardiomiopatia dilatativa che potrebbero sviluppare una fibrosi cardiaca più estesa e quindi essere più suscettibili alle aritmie ventricolari e alla morte improvvisa e per i quali potrebbe essere di maggior giovamento l’impianto di un defibrillatore cardiaco. Lo scopo dello studio è indagare l’associazione tra microRna e sviluppo di fibrosi cardiaca in pazienti affetti da cardiomiopatia dilatativa, ed effetti sulle aritmie associate e rischio di morte.

2017

miRNA e fibrosi cardiaca in pazienti con recente infarto del miocardio

L’infarto miocardico acuto è la più frequente causa di scompenso cardiaco: la formazione di una più o meno estesa fibrosi cicatriziale in seguito all’infarto è infatti uno dei principali fattori all’origine del conseguente deficit nella funzione del cuore. Nonostante i miglioramenti terapeutici, un numero significativo di pazienti va incontro a fibrosi cardiaca, e quindi ad una ridotta funzionalità del miocardio. È stato recentemente dimostrato che alcune piccole molecole che possono essere misurate con un semplice prelievo di sangue, i miRNA, regolano la formazione delle cicatrici sul muscolo cardiaco. Pertanto lo scopo di questo studio è verificare se esista un'associazione tra i livelli di miRNA e lo sviluppo di fibrosi cardiaca in pazienti con infarto miocardico. Per perseguire tale obiettivo si prevede di arruolare 130 pazienti che abbiano recentemente subìto un infarto: i soggetti saranno sottoposti a risonanza magnetica cardiaca, l'esame più accurato per valutare la fibrosi del miocardio, e all’analisi dei miRNA nel sangue alla dimissione e dopo 6 mesi. I risultati di questo progetto contribuiranno a chiarire i meccanismi di espressione dei miRNA e a verificare la loro utilità nella pratica clinica. Una potenziale applicazione di grande rilievo sarebbe l'utilizzo dei miRNA come marcatori per riconoscere precocemente pazienti maggiormente a rischio di fibrosi, e conseguentemente di insufficienza cardiaca. Inoltre, data la mancanza di valide terapie per il trattamento della fibrosi, chiarire il ruolo dei miRNA potrebbe fornire nuove informazioni per lo sviluppo di farmaci mirati per questa grave complicanza cardiaca.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO

Università degli Studi di Napoli “Federico II”