Velletri Tania

NOTE BIOGRAFICHE:

  • Nata a Messina nel 1983
  • Laureata in Biologia all’Università degli Studi di Messina
  • PhD in Molecular Virology and Microbiology presso l’Università degli Studi di Messina e MRC -Toxicology Unit, Leicester (UK)

 

Tumore dell'ovaio: colpa del metabolismo dei grassi? (leggi l'intervista)

2019

Alterazione del metabolismo lipidico in organoidi di tumore ovarico

Un alto numero di pazienti affette da tumore all’ovaio sviluppa una recidiva dopo le terapie, a causa della permanenza nell’organismo di cellule dette “staminali cancerose” resistenti alle cure.

Recentemente è stata messa a punto una tecnica che permette la coltivazione in vitro di cellule staminali cancerose a partire da una singola cellula proveniente da un tumore ovarico. Le singole cellule crescono e formano piccoli accumuli sferici detti organoidi: questi contengono molte più cellule staminali cancerose rispetto al tessuto malato di partenza, e quindi sono utili per studiare queste cellule, responsabili delle recidive.

Confrontando, con questa tecnica, i geni attivi nel tessuto tumorale di origine con quelli attivi negli organoidi, si è osservato che negli organoidi (e quindi, nelle cellule staminali cancerose) sono più attivi i geni che servono alla cellula per accumulare grassi, fonte di nutrimento ed energia soprattutto per cellule che crescono a grande ritmo. Il progetto verificherà se bersagliare questo meccanismo di accumulo possa rivelarsi una strategia per eliminare le cellule tumorali che persistono nell’organismo di pazienti con tumore all'ovaio.


Lo studio bloccherà l'accumulo lipidico nelle cellule cancerose per provare a diminuire la crescita delle cellule cancerose staminali dell’ovaio.

Dove svilupperà il progetto:

Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Milano

Area

Oncologia

2018

Generazione di organoidi monoclonali da tumori sierosi dell’ovaio

Il progetto ha il primario obiettivo di isolare e identificare nuovi fattori responsabili dell'insorgenza del tumore all'ovaio, basandosi su una peculiare modalità di coltura cellulare, che permette di isolare e far crescere in vitro singole cellule cancerose staminali derivate direttamente dal tumore di pazienti con carcinoma all'ovaio. Le strutture cellulari che si generano in vitro, chiamate organoidi monoclonali, permetteranno di catturare la componente più aggressiva del tumore, quella che a partire da una singola cellula è in grado di rigenerare il tumore in seguito ad asportazione chirurgica e conferire resistenza al trattamento con chemioterapici.

Gli organoidi rappresentano quindi un ottimo modello per identificare geni bersaglio specifici nel tumore ovarico e sviluppare terapie farmacologiche mirate a debellare la parte del tumore più resistente e refrattaria agli attuali trattamenti chemioterapici.

Lo scopo è di poter generare una terapia personalizzata per ogni paziente e di identificare nuovi marcatori di cellule staminali per il tumore dell’ovaio, attualmente non identificati.

DOVE SVILUPPERÀ IL PROGETTO:

Istituto Europeo di Oncologia (IEO), Milano