EDIT: articolo originariamente comparso sul magazine in data 21/11/2012 con la consulenza della dottoressa Eleonora Preti. Contenuti rivisti in data 19/03/2026 dalla dottoressa Dorella Franchi
“Ho l’endometriosi: significa che corro un rischio maggiore di sviluppare un tumore ovarico?”
G. (domanda pervenuta tramite il form L’esperto risponde)
Risponde la dottoressa Dorella Franchi, direttore dell'unità di ginecologia preventiva all'Istituto Europeo di Oncologia di Milano
L’endometriosi è una patologia ginecologica benigna. Negli ultimi anni la ricerca ha osservato una possibile associazione con alcuni rari tipi di tumore ovarico, ma è importante chiarire che il rischio di trasformazione tumorale è molto basso e la grande maggioranza delle donne con endometriosi non svilupperà mai un tumore.
COS’È L’ENDOMETRIOSI
L’endometriosi è una patologia cronica caratterizzata dalla presenza di endometrio, tessuto che tipicamente riveste la cavità uterina, in sedi extrauterine. Questo tessuto può localizzarsi a livello di ovaie, intestino, vagina, peritoneo e, rispondendo agli ormoni del ciclo mestruale, può crescere e sanguinare come nel ciclo mestruale. Questo processo provoca infiammazione cronica, dolore pelvico e in molti casi, infertilità.
Si tratta di una patologia abbastanza diffusa: gli studi stimano che colpisca circa il 10-15 per cento delle donne in età fertile.
I SINTOMI PIÙ FREQUENTI
I sintomi più comuni dell’endometriosi sono:
- dolore pelvico cronico
- dolore mestruale intenso (dismenorrea)
- dolore ai rapporti (dispareunia)
- difficoltà a concepire
Non tutte le donne con questi disturbi hanno endometriosi, e in alcuni casi la malattia può essere difficile da riconoscere. Alcune forme, soprattutto quelle più superficiali, non sono facilmente individuabili con gli esami ecografici. Negli ultimi anni, però, la maggiore consapevolezza della malattia ha contribuito a ridurre i ritardi diagnostici rispetto al passato.
LE CURE DISPONIBILI
L’endometriosi è una malattia cronica e non esiste una terapia definitiva in grado di eliminarla completamente. Nella maggior parte dei casi viene trattata con terapie ormonali, in particolare estro-progestinici o progestinici, che riducono la stimolazione ormonale del tessuto endometriosico e aiutano a controllare i sintomi.
La chirurgia viene presa in considerazione solo in alcune situazioni specifiche, ad esempio:
- quando la terapia medica non è sufficientemente efficace
- in presenza di cisti ovariche sintomatiche o di grandi dimensioni
- nelle forme più avanzate della malattia
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui età della paziente, sintomi, caratteristiche della malattia e desiderio di gravidanza.
ENDOMETRIOSI E TUMORE OVARICO: CHE LEGAME C’È?
Sebbene l’endometriosi sia una malattia benigna, alcuni studi hanno osservato una associazione con specifici sottotipi di tumore ovarico, in particolare:
- carcinoma ovarico a cellule chiare
- carcinoma ovarico endometrioide
Il rischio relativo può essere circa tre volte maggiore per il carcinoma a cellule chiare e circa due volte maggiore per il carcinoma endometrioide rispetto alla popolazione generale.
Tuttavia è importante sottolineare che il rischio assoluto rimane molto basso, soprattutto se si considera quanto l’endometriosi sia diffusa e quanto invece siano rari questi tumori.
Inoltre la sola presenza di endometriosi non è sufficiente per determinare una trasformazione tumorale. Quando questa avviene, è generalmente legata alla presenza di più fattori concomitanti, tra cui:
- predisposizione genetica
- infiammazione cronica
- stress ossidativo
- fattori ormonali
- cisti ovariche di grandi dimensioni
IL RUOLO DELLE CISTI OVARICHE
Nelle donne con endometriosi possono formarsi endometriomi, cioè cisti ovariche contenenti "vecchio" sangue mestruale di origine endometriale.
Anche in questo caso il rischio di evoluzione tumorale è raro e riguarda soprattutto cisti molto grandi, in particolare nelle donne in peri- o post-menopausa.
Per questo motivo le cisti ovariche vengono generalmente monitorate nel tempo dal ginecologo.
NESSUN CAMBIAMENTO NELLE TERAPIE
L’eventuale associazione tra endometriosi e alcuni tumori ovarici non modifica le strategie terapeutiche attuali. La pillola può essere considerata un ottimo approccio terapeutico anche per la riduzione del rischio tumorale.
L’endometriosi resta una patologia benigna che deve essere curata e controllata nel tempo, ma non è considerata una condizione precancerosa e non richiede interventi chirurgici preventivi per ridurre il rischio oncologico.
Le 10 domande più frequenti sull'endometriosi
L'endometriosi è una patologia cronica benigna, caratterizzata dalla presenza di endometrio, tessuto che tipicamente riveste la cavità uterina, in sedi extrauterine. Questo tessuto può localizzarsi a livello di ovaie, intestino, vagina, peritoneo e, rispondendo agli ormoni del ciclo mestruale, può crescere e sanguinare proprio come nel ciclo mestruale. Questo processo provoca infiammazione cronica, dolore pelvico e in molti casi infertilità.
I sintomi più frequenti sono dolore pelvico cronico, dolore mestruale intenso (dismenorrea), dolore ai rapporti (dispareunia) e in alcuni casi difficoltà a concepire. Tuttavia, non tutte le donne con questi disturbi hanno endometriosi, e la diagnosi deve sempre essere confermata da uno specialista.
No. L'endometriosi è una malattia cronica e non esiste una terapia definitiva. I trattamenti ormonali permettono però nella maggior parte dei casi di controllare i sintomi e la progressione della malattia.
La chirurgia viene presa in considerazione soprattutto quando la terapia medica non è efficace, nelle forme più avanzate della malattia, in presenza di cisti ovariche di grandi dimensioni e in pazienti desiderose di prole.
L'endometriosi può ridurre significativamente la qualità della vita a causa del dolore cronico. In Italia è riconosciuta come patologia cronica nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e nelle forme più avanzate sono previste esenzioni e percorsi di cura dedicati.
L'endometriosi è una patologia benigna e, nella grande maggioranza dei casi, non evolve in tumore. Alcuni studi hanno osservato un'associazione con due rari sottotipi di tumore ovarico: il carcinoma a cellule chiare e il carcinoma endometriale, rispettivamente tre volte e due volte più frequenti rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, il rischio assoluto resta molto basso.
Inoltre, la sola presenza di endometriosi non basta per determinare l'evoluzione in tumore. Quando si verifica, evento raro, è generalmente legata alla presenza di più fattori concomitanti, come predisposizione genetica, infiammazione cronica, stress ossidativo, fattori ormonali o cisti ovariche di grandi dimensioni, soprattutto in età più avanzata.
No, l'endometriosi è una patologia benigna. Può avere alcune caratteristiche simili ai tumori, come la capacità di infiltrare i tessuti circostanti, ma questo non significa che sia un cancro.
No, l'endometriosi non porta automaticamente allo sviluppo di un tumore ovarico. Quando si osserva una trasformazione tumorale, evento raro, è generalmente legata alla presenza di più fattori di rischio concomitanti.
No. Le cisti endometriosiche sono generalmente benigne. Il rischio di trasformazione tumorale è raro e riguarda soprattutto cisti molto grandi, in particolare nelle donne in peri o post menopausa.
No. L'eventuale associazione con alcuni tumori ovarici non modifica le strategie terapeutiche. L'endometriosi continua a essere trattata principalmente con terapie ormonali e, in alcuni casi selezionati, con chirurgia.









