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Alimentazione

Mense scolastiche: i controlli dei Nas tutelano la salute dei bambini

Un impegno sinergico dei carabinieri e del Ministero della Salute, tra il 2015 e il 2016, ha scovato le irregolarità qualitative e igienico-sanitarie di alimenti e luoghi di preparazione e stoccaggio dei cibi destinati alle mense scolastiche. Ma esistono anche casi virtuosi: l’esempio di Jesi

Le ispezioni delle mense scolastiche, da parte dei carabinieri del Nas, si sono concluse sul territorio a giugno con l’obiettivo di garantire salute e sicurezza sulla tavola dei più piccoli alla ripresa delle lezioni.

Gli esiti non sono stati sempre e ovunque confortanti: tra i casi più eclatanti vi sono strutture chiuse, derrate alimentari ritirate per dubbia provenienza, carenze igienico-sanitarie, assenza di idonea etichettatura o tracciabilità dei prodotti.

LE IRREGOLARITÀ ITALIANE

Oltre 2.600 controlli sono stati effettuati nell’arco dell’anno 2015-2016. Tra le mense scolastiche passate al setaccio, circa il circa il 25 per cento sono risultate non conformi agli obiettivi dell’indagine. Sotto accusa sono finite la qualità dei cibi, la quantità di requisiti nutrizionali e la corretta conservazione degli alimenti: nello specifico prodotti ittici, carni, formaggi, frutta, verdura, olio e pane. Ma non solo.

Sono stati scoperti alimenti etichettati in maniera non corretta o forniti in maniera irregolare (frodi). Eventi che hanno portato alla chiusura di 37 strutture e sanzioni pecuniarie per oltre 490mila euro. Disposizioni che denunciano l'obiettivo comune ai Nas e al Ministero della salute: fare piazza pulita.

«Abbiamo iniziato questa operazione a novembre con l’intento di verificare se il cibo che viene dati ai bambini nelle scuole è sano, non contraffatto e consegnato nel rispetto delle norme igienico sanitarie», spiega il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

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