Meglio essere un gufo, ammaliato dalle ore notturne, o una vivace allodola che col suo canto dà la sveglia al mattino? E le ore di sonno come influiscono sulla dieta e sulla salute? Parliamo di cronotipi, categorie create per classificare tipi umani ben definiti e ben riconoscibili all’interno di gruppi che si avvicinano più all’uno o più all’altro, senza essere così rigidamente connotati. La grande varietà degli esseri umani, si sa, vive di sfumature…. Ma dal punto di vista salute vanno bene sia l’uno sia l’altro tipo? In Gran Bretagna si è cercato di rispondere alla domanda con un’ampia rivisitazione (review) di precedenti studi internazionali condotta alla Northumbria University e sono emerse differenze interessanti.
I ricercatori hanno precisato che c'è ancora molto da lavorare per migliorare i metodi di indagine e che siamo agli inizi di un settore di ricerca promettente come quello su cronotipi, sonno, dieta e alcune malattie molto diffuse come le malattie cardiovascolari e quelle metaboliche (come il diabete). Molti studi però rilevano rischi aggiuntivi per la salute di “quelli della notte”, legati soprattutto alla sregolatezza nella dieta e alla preferenza per cibi poco sani.







