Il suo obiettivo è definito: «Provare a rendere curabili tutte le forme di tumore al seno, a partire da quelle alimentate dagli estrogeni». Andrea Morandi, 37 anni appena compiuti, oggi è un ricercatore (tecnicamente, di tipo B) assunto dall’Università di Firenze. Lavora nel dipartimento di scienze biomediche sperimentali e cliniche diretto da Paola Chiarugi e si occupa di comprendere i meccanismi che determinano la resistenza alle cure antitumorali: nello specifico, delle terapie ormonali impiegate nel trattamento del cancro più diffuso tra le donne. È questo il primo passo da compiere, dal momento che «si continua a morire di tumore fondamentalmente per due ragioni: l’assenza di farmaci efficaci o la capacità dell’organismo di adattarsi ad alcuni di essi in modo da renderne vano l’effetto», afferma Morandi, per tre anni (dal 2016 al 2018) al lavoro grazie alle borse di ricerca erogate da Fondazione Umberto Veronesi. «Se oggi sono qua, lo devo anche alla fiducia nei miei confronti che mi ha permesso di dare una svolta alla mia vita: sul piano personale e professionale».
Andrea Morandi, una vita dedicata alla lotta al tumore al seno
Il ricercatore, sostenuto per tre anni da Fondazione Umberto Veronesi, è stato assunto dall'Università di Firenze. Incoraggianti i risultati degli studi sulla resistenza farmacologica nel tumore al seno

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