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Fumo

Anche a Milano no al fumo nelle aree pubbliche all’aperto

pubblicato il 21-11-2020

Dal 2021 vietato fumare accanto ad altre persone in parchi, aree gioco, fermate del bus. Quattro anni fa l’appello di Fondazione Veronesi ai sindaci, che raccolse oltre 58.000 firme

Anche a Milano no al fumo nelle aree pubbliche all’aperto

Anche Milano ha deciso: il Comune ha votato il divieto di fumo all’aperto nelle aree pubbliche dove vi siano persone nel raggio di 10 metri.

 

DAL 2021 NON SI FUMA VICINO AGLI ALTRI ALL’APERTO

Il provvedimento, inserito nel Regolamento per la qualità dell’aria, arriva dopo gli annunci del sindaco Giuseppe Sala a inizio anno, sarà in vigore dal primo gennaio 2021 e dovrebbe essere il primo passo verso il bando delle sigarette in tutti i luoghi pubblici all’aperto nel 2025. Per iniziare, dal prossimo anno niente sigarette nel raggio di 10 metri da altre persone nei parchi, nelle aree cani, alle fermate dei mezzi pubblici, nei cimiteri, nei parchi gioco, negli impianti sportivi, compreso lo stadio.

 

NON SOLO FUMO

Oltre ai limiti per il fumo di sigaretta, il regolamento prevede l’introduzione nei prossimi anni di misure per ridurre le polveri nell’aria, vietando nuovi impianti di riscaldamento a gasolio o a biomasse e l’uso del gasolio anche per gli impianti esistenti; verificando la qualità ambientale dei forni a legna delle pizzerie e chiedendo la chiusura delle porte degli esercizi commerciali; vietando l’uso di generatori a combustione inquinanti; introducendo misure per limitare il sollevamento di polveri nei cantieri; vietando nel periodo invernale, da subito e fino al 31 marzo, fuochi d'artificio e barbecue. Infine promuovendo l’obbligo per i distributori di carburante di dotarsi di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

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UNA MISURA ATTESA DA TEMPO

«Una vittoria importante per la tutela della salute dai danni da fumo passivo anche outdoor» ha commentato Roberto Boffi, pneumologo responsabile del Centro Antifumo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Membro del Comitato scientifico per la lotta al fumo di Fondazione Veronesi. «È il coronamento di anni di nostre ricerche scientifiche sul campo, di attività educational mirate specialmente ai più giovani e alle categorie più deboli e a rischio, d’impegno continuo con istituzioni e media».

 

CITTÀ LIBERE DAL FUMO: 4 ANNI FA L’APPELLO AI SINDACI

Proprio Giuseppe Sala era stato fra i sindaci interpellati da Fondazione Umberto Veronesi nel 2016 per la campagna “Città libere dal fumo. Ai primi cittadini neoeletti era stato chiesto di impegnarsi ad estendere le aree smoke-free nelle loro città. Quattro anni fa il sindaco di Milano dichiarava di voler soprattutto ritagliare “riserve” per i non fumatori («Sono utili i cartelli che invitano a non fumare, posti all’interno delle aree gioco dei bambini nei parchi cittadini e in altri luoghi sensibili. Idem dicasi per le sanzioni a chi viola le norme, che rappresentano un ulteriore baluardo di difesa per i non tabagisti. Ma credo di più a un approccio educativo a vari livelli»). Oggi la risoluzione è invece decisamente virata verso un obiettivo più ampio: migliorare la qualità dell’aria, «ridurre il PM10, ossia le particelle inquinanti nocive per i polmoni» e difendere «la salute dei cittadini dal fumo attivo e passivo nei luoghi pubblici e frequentati anche dai minori», spiega un comunicato di Palazzo Marino.

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OLTRE 58.000 FIRME

L’appello lanciato da Fondazione Veronesi, tramite la piattaforma Change.org, aveva raccolto oltre 58.000 firme. Donne e uomini di ogni età che, condividendo il progetto, avevano espresso l’urgenza di un cambiamento di prospettiva nella gestione della salute pubblica. Ci fa piacere, per celebrare la decisione della città di Milano, ricordare alcuni dei numerosissimi messaggi emersi allora. «La salute è la cosa più preziosa che abbiamo e non dobbiamo bruciarla» aveva scritto Maria Grazia. «Sto combattendo con dei miei cari. Firmo perché lotto anch'io contro questa bruttissima dipendenza» (Giorgio); «Sono cresciuta con fumo passivo» (Giada); «Le sigarette oltre a far male alle salute fanno male anche all'ambiente» (Carmine); «Firmo per avere aree (soprattutto aree verdi come parchi e giardini pubblici) completamente libere dal fumo passivo, in cui non capita di vedere cicche a terra abbandonante» (Letizia); «Firmo perché voglio essere libera di godermi l'aria aperta con i miei figli.» (Manuela); «Perchè il fumo mi ha portato via una persona importante» (Marianna); «Basta fumo davanti alle scuole» (Alessio); «Sono stata una fumatrice passiva sul luogo di lavoro, fino all’entrata in vigore della legge» (Maria); «E' un vizio costoso per le tasche e per la salute» (Ksenja); «Perché il mio babbo fumava. Ora, a causa del fumo, non è più con me. Chi è ancora in tempo, che smetta subito» (Silvia); «Sono stato un fumatore. Ho smesso il 10 agosto 1999. È stata una delle cose migliori che ho fatto nella mia vita» (Marzio).

Donatella Barus
Donatella Barus

Giornalista professionista, dirige dal 2014 il Magazine della Fondazione Umberto Veronesi. E’ laureata in Scienze della Comunicazione, ha un Master in comunicazione. Dal 2003 al 2010 ha lavorato alla realizzazione e redazione di Sportello cancro (Corriere della Sera e Fondazione Veronesi). Ha scritto insieme a Roberto Boffi il manuale “Spegnila!” (BUR Rizzoli), dedicato a chi vuole smettere di fumare.


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