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Neuroscienze

Il test che aiuta a combattere l’insonnia

pubblicato il 07-03-2014
aggiornato il 01-02-2017

Si tratta di un esame della saliva che misura il dosaggio personalizzato e l'orario di somministrazione di melatonina necessari a garantire il buon sonno ristoratore. E’ praticato dal Centro di Medicina del sonno di Pavia

Il test che aiuta a combattere l’insonnia

Cinque campioni di saliva prelevati secondo precise indicazioni e modalità: è questa la semplice dinamica per misurare l’esatto quantitativo di melatonina, l’ormone del sonno, che potrebbe correggere, migliorare o regolarizzare il ritmo sonno-veglia, liberando le notti dall’incubo di occhi sbarrati. Il test, che si effettua tramite un kit di appositi tamponi in provetta e relative istruzioni, è stato messo a punto dal Centro di Medicina del Sonno dell’Istituto Neurologico Mondino di Pavia dove è eseguibile a pagamento (200€) e che provvederà ad inviarlo ai laboratori Buhlmann di Basilea per le analisi specializzate.

 

LA MELATONINA

Tutti produciamo melatonina, ma non nelle stesse quantità e soprattutto in proporzioni differenti a seconda delle età: livelli scarsi nei primi mesi di vita, più aumentati nel periodo della crescita e poi di nuovo ridotti con l’avanzare degli anni d’argento. Conoscere con esattezza i livelli di melatonina prodotti nel nostro organismo e l'orario serale in cui il picco secretorio comincia sensibilmente a crescere, è la via proposta per somministrare nel momento e nei quantitativi giusti questo ormone, regolarizzando così alcuni disturbi del ritmo del sonno e talune forme di insonnia del bambino e dell'anziano.

A fornire questo cocktail di informazioni è oggi un test sulla saliva, semplice e facile da eseguire. «Per stabilire quanta melatonina ciascun individuo produce – spiega il professor Raffaele Manni, responsabile del Centro - è sufficiente raccogliere cinque campioni di saliva a intervalli consecutivi di un’ora durante le ore serali, servendosi di appositi dispositivi e seguendo precise istruzioni».

Ad esempio è sconsigliato mangiare, prima del test, banane, cioccolato, alcolici, caffè o bevande contenenti caffeina che possono alterare i valori per una componente ‘eccitante’ in essi contenuta. È necessario, poi, rispettare anche i modi di conservazione dei campioni di saliva –che vanno tenuti in frigorifero e a basse temperature – le modalità e i tempi di consegna al laboratorio, rigorosamente dentro una borsa termica e entro le 24 ore dal prelievo iniziale. L’analisi dei campioni permetterà di definire e adattare la terapia ‘ad personam’, alla risoluzione cioè proprio di ‘quel’ disturbo del sonno.

 

IL TEST

La metodica è innovativa: fino ad ora, infatti, le terapie per i disturbi del ritmo-sonno veglia venivano stabilite sulla base di dati quasi esclusivamente clinici (e non sulle oggettive caratteristiche cronobiologiche della singola persona), non sempre con risultati ottimali. «Il test - commenta il Dottor Lino Nobili, specialista del Centro di Medicina del Sonno di Niguarda di Milano - permette di valutare in maniera obiettiva il ritmo e la quantità di secrezione di melatonina nel singolo individuo e fornisce un ulteriore aiuto per la diagnosi e personalizzazione della terapia». Le aspettative? La speranza di poter ricorrere a meno farmaci e di concedersi qualche ora in più di sonno che sia, però, ristoratore.


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