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Oncologia

Evitando i chili in più si riduce il rischio di recidiva del tumore

pubblicato il 28-06-2013
aggiornato il 17-01-2017

Il peso corporeo è fondamentale per proteggersi dal rischio di ricadute di tumore del seno. Anche un aumento di pochi chili dopo il termine del trattamento può legarsi a un incremento della probabilità di ammalarsi

Evitando i chili in più si riduce il rischio di recidiva del tumore

Il peso corporeo è fondamentale per proteggersi dal rischio di ricadute di tumore del seno. Anche un aumento di pochi chili dopo il termine del trattamento può legarsi a un incremento della probabilità di ammalarsi

Non è solo questione di linea. Mantenere il peso forma preserva, in caso di tumore del seno, dal rischio di recidiva post-chemioterapia. A rivelarlo è uno studio tutto italiano, condotto presso l’Ospedale ‘A. Perrino’ di Brindisi.

LO STUDIO – A fare la differenza sull’esito del decorso della malattia, anche in caso di un tumore iniziale, è la capacità di restare normopeso dopo trattamento chemioterapico. Nemico insidioso, superiore a tutti gli altri effetti collaterali da trattamento - quali nausea, perdita di capelli, stanchezza o inappetenza – più temuti invece dalla donna, sono i chili in eccesso acquisiti entro i due anni dal termine della terapia.

«L’indice di massa corporea è una variabile da non sottovalutare – spiega Saverio Cinieri, Direttore dell’Oncologia Medica e Primario dell’Unità Senologica della struttura pugliese e membro del Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica – infatti un aumento di due punti (da 2 a 6 chili) può determinare la crescita esponenziale del rischio di recidiva, con percentuali anche del 52%.

Questo significa che per una donna su due, che ha acquistato peso dopo il trattamento, aumentano le probabilità di andare incontro a una ricaduta della malattia, rispetto a coloro che si mantengono stabili o crescono entro i 2 chili, dove il rischio si attesta intorno al 34%».

Lo studio dimostrerebbe inoltre che il corpo risponde negativamente solo all’incremento ponderale. «Non abbiamo evidenze scientifiche – dichiara ancora l’oncologo - che una diminuzione di peso possa proteggere da ricadute di malattia».

DIETA – Riemerge ancora una volta l’importante azione svolta dell’alimentazione. «L’attento controllo del peso, attraverso una dieta sana e regolare – continua il Dottor Cinieri – nelle pazienti sottoposte a chemioterapia diventa fondamentale».

Essa infatti ha non soltanto valore nutrizionale ma anche depurativo per alcuni organi (come fegato, rene e intestino) stressati dal trattamento. «Per adempiere a queste due funzioni, mantenendo anche il peso forma – conclude l’oncologo - occorrerà privilegiare una dieta costituita in prevalenza da frutta e verdura, in special modo da ombrellifere (carote, finocchi, sedano), che hanno proprietà disintossicanti, pesce e carboidrati di buona qualità.

È bene evitare, invece, cibi iperproteici». Accanto alla dieta bilanciata non devono mancare abbondanti liquidi e una adeguata attività fisica, prescritta dal medico in relazione allo stato di forma e a quanto consente la malattia.


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