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Oncologia

Leucemie e mielomi, cure più efficaci anche per gli anziani

pubblicato il 06-10-2015
aggiornato il 07-03-2017

Nuovi terapie mirate per i tumori del sangue. In futuro si dirà addio alla chemioterapia? Dal congresso della Società italiana di Ematologia

Leucemie e mielomi, cure più efficaci anche per gli anziani

Lo dice l'Organizzazione Mondiale della Sanità: viviamo nel secondo Paese più longevo al Mondo, davanti a noi soltanto il Giappone. Non può stupire, dunque, il dato che vede gli italiani più esposti alle malattie tipiche della terza età, tra cui tutti i tumori del sangue: leucemie, mielomi e linfomi. Su un totale di poco superiore a trentamila diagnosi annue, due terzi riguardano gli over 65: ventunomila - su un totale di quasi 13 milioni - uomini e donne che spesso convivono con altri fattori di rischio o malattie (ipertensione, diabete, osteoporosi, ipercolesterolemia), ma che iniziano a toccare con mano la possibilità di essere sottoposti a cure in grado di garantire la “cronicizzazione” del tumore.

 

 

ADDIO ALLA CHEMIOTERAPIA?

"Chemio free". È questa l'etichetta che gli esperti, riunitisi a Firenze per il congresso della Società Italiana di Ematologia, hanno utilizzato per descrivere il tracciato dei nuovi percorsi terapeutici rivolti agli anziani colpiti da un tumore del sangue. È su di loro, dopo anni di trascuratezza, che si sta concentrando la ricerca: un po' perché queste neoplasie sono più diffuse negli over 65 e un po' perché diverse stime indicano un raddoppio di questa quota della popolazione nei prossimi trent'anni. Al momento i chemioterapici, che fino a due decenni fa garantivano risposte poco confortanti e che spesso gli anziani non potevano assumere per via degli effetti collaterali, vengono ancora impiegati assieme a farmaci che stimolano il sistema immunitario ad aggredire la malattia.

È il meccanismo alla base dell'immunoterapia, in alcuni casi ancora abbinata alla chemioterapia, quello che si sta rivelando vincente nella cura delle leucemie - mieloide e linfatica cronica - e del mieloma multiplo: tumori tipici dell'età avanzata. Già oggi, ma sopratutto in chiave futura, invece, l'approccio che sembra più promettente è quello della medicina di precisione, al centro dell'ultima edizione di “The Future Of Science. Si colpiscono direttamente alcuni regolatori del processo di replicazione cellulare e s'arresta la progressione della malattia. «Così garantiamo una migliore risposta terapeutica e un significativo risparmio per le casse dello Stato», sostiene Fabrizio Pane, direttore dell'unita operativa di ematologia e trapianti dell'azienda ospedaliero-universitaria Federico II di Napoli e presidente della Società Italiana di Ematologia.

 

 

I SUCCESSI NELLA CURA DEL MIELOMA

Le possibilità di sconfiggere un tumore dipendono anche dal Paese in cui si vive e su questo l'Italia non è messa male, rispetto al resto d'Europa. Relativamente ai tumori ematologici, gli ultimi dati del progetto EUROCARE-5 indicano che la sopravvivenza è in linea con il valore medio del Vecchio Continente: in particolare per i linfomi di Hodgkin (82% contro 81%) e non Hodgkin (62% contro 60%), per le leucemie mieloidi croniche (53%) e acute (16% contro 17%).

Significativamente più elevata rispetto alla media risulta invece la sopravvivenza dei pazienti italiani - 4500 i nuovi diagnosticati ogni anno - affetti da mieloma multiplo: il 46% contro il 39%, per una malattia che ha origine dalle plasmacellule, responsabili della formazione degli anticorpi. «Tra i diversi tumori del sangue, il mieloma multiplo è quello che ha fatto registrare i maggiori successi nel campo della ricerca - dichiara Giovanni Pizzolo, ordinario di ematologia all'Università di Verona -. Con i nuovi anticorpi monoclonali disponibili, abbinati eventualmente ai chemioterapici, oggi è possibile convivere per anni con questa malattia. I nuovi farmaci sono già disponibili anche per quei pazienti che non rispondono ad altre terapie».


@fabioditodaro

Fabio Di Todaro
Fabio Di Todaro

Giornalista professionista, lavora come redattore per la Fondazione Umberto Veronesi dal 2013. Laureato all’Università Statale di Milano in scienze biologiche, con indirizzo biologia della nutrizione, è in possesso di un master in giornalismo a stampa, radiotelevisivo e multimediale (Università Cattolica). Messe alle spalle alcune esperienze radiotelevisive, attualmente collabora anche con diverse testate nazionali.


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