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Cardiologia

Il terremoto mette a rischio il cuore e la mente

Lo stress da terremoto non curato porta a un picco di malattie cardiovascolari anche nelle persone sane. Disagi anche per l'apparato respiratorio

Può sottrarre vite, ma non solo. Un terremoto - come quello che ieri ha colpito le province di Rieti e di Ascoli Piceno - ha infatti un impatto anche sulle condizioni di salute di chi è sopravvissuto. Disagio psicologico, ma non solo. Uno stress acuto trascurato può infatti avere conseguenze sul cuore e sui vasi sanguigni anche di quelle persone che fino al disastro naturale sono sempre state sane.


CUORE A RISCHIO PER COLPA DEL TROPPO STRESS

Ne sono convinti gli oltre 35.000 cardiologi che da domani al 31 agosto saranno riuniti a Roma per il congresso della Società Europea Cardiologia, durante il quale è prevista anche la visita di Papa Francesco. Riagganciandosi alla tragedia che la notte del 24 agosto ha colpito l’Italia centrale, gli specialisti hanno aperto i lavori affrontando le conseguenze (anche a lungo termine) sulla salute di una simile catastrofe. Fenomeni che, a livello cardiovascolare, «si verificano anche in persone precedentemente sane», afferma Leonardo Bolognese, direttore dell’unità di cardiologia dell’ospedale di Arezzo. Ma a quali complicanze si fa riferimento? «Uno stress acuto non adeguatamente trattato ha effetti sulla salute del cuore - prosegue lo specialista -. Lo stress comporta una maggiore secrezione di ormoni quali l’adrenalina, la noradrenalina e i glucocorticoidi che innesca l’aumento della pressione sanguigna e della frequenza cardiaca». Condizioni che, se protratte nel tempo, comportano un inevitabile affaticamento del cuore e dei vasi», che tendono a ispessirsi per resistere al flusso ad alta velocità del sangue e di conseguenza a ridurre il calibro di vene e arterie, fino in alcuni casi a ostruirle.

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