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Cardiologia

Le donne più a rischio d’infarto

Che l’uomo sia la vittima maggiore delle malattie coronariche è un pregiudizio.

Qual è il malore spesso mortale tipicamente maschile? Quasi tutti risponderemmo: l’infarto. E invece l’infarto è “tipicamente femminile”, nel senso che colpisce di più le donne.

Ma il pregiudizio, nel sapere comune ma pure di moltissimi medici, resiste. Da sempre pensiamo che tutte le malattie coronariche (infarti, ictus, aneurismi) siano una “sfortuna” in più dell’uomo, che pagherebbe così più dell’altro sesso lo scotto per il progresso e i suoi effetti negativi collaterali.

L’idea comune è che le donne saranno anche più emarginate ma così conducano un tipo di vita più “protetta” contro queste temute malattie, che sono quelle prevalenti nel mondo occidentale e causa del 50 per cento delle morti.

 

DIAGNOSI IN RITARDO

Non è così. Ed il guaio aggiunto è che sono diversi pure i sintomi con cui l’infarto si presenta nei due sessi. «Questo fa sì che in vari casi la diagnosi nella donna sia tardiva, con le conseguenze che ne derivano. Anche una morte altrimenti evitabile»: lo spiega la professoressa Giovannella Baggio, che ha la prima cattedra in Italia di Medicina di genere all’Università di Padova e che è molto impegnata nel diffondere la conoscenza delle differenze di sesso sia per le diagnosi sia per le terapie delle più varie malattie.

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