Serena Zoli
Giornalista professionista, per 30 anni al Corriere della Sera, autrice del libro “E liberaci dal male oscuro - Che cos’è la depressione e come se ne esce”.
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MagazineL’allattamento al seno è uno scambio immunitario
L’allattamento al seno fa bene alla salute della madre e alla salute del bambino, e questo è un fatto noto. Meno noti in quanto meno studiati sono i meccanismi biologici sottostanti a questi effetti. Un recente studio ha descritto come alcune cellule del sistema immunitario diano forma al sistema immunitario del bambino, favoriscano lo sviluppo… StorieLeonardo e la festa che aiuta la ricerca
Leonardo ha 4 anni e non sa di essere un portatore di speranza. Progressivo, per di più. Perché suo padre, Luigi, ha deciso a ogni suo compleanno (e per il battesimo) di fare una donazione alla Fondazione Umberto Veronesi da investire in prevenzione delle malattie oncologiche. Ecco dove sta la speranza: nell’alimentare i modi e… MagazineSonno irregolare, più rischi per il cuore
Coricarsi ogni sera a orari molto diversi potrebbe non essere una semplice abitudine disordinata. Secondo uno studio dell’Università di Oulu, in Finlandia, una forte variabilità nell’orario di coricamento, soprattutto quando si associa a una durata del sonno inferiore alle 7-8 ore raccomandate, è collegata a un maggior rischio di eventi cardiovascolari seri nella mezza età.… MagazineSonno, ictus e salute cardiovascolare: il ruolo della pennichella
C’è un nesso, studiato da tempo, fra il sonno, anche il pisolino pomeridiano, e i rischi di problemi cardiovascolari, compreso l’ictus. Ora un’analisi della letteratura scientifica esistente approfondisce la questione e delinea le modalità per una pennichella salutare. INDAGINE SULL’ICTUS L’ictus è un evento improvviso, capace di cambiare in un attimo la vita di una… MagazineEtilometro portatile: può aiutare a bere meno?
Controllarsi con un etilometro portatile potrebbe aiutare i forti bevitori a ridurre il consumo di alcol. È quanto suggerisce uno studio americano condotto all’Università dell’Illinois Urbana-Champaign su 32mila persone, con risultati pubblicati sull’American Journal of Psychiatry. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign guidato da Yang Lu e Catharine Fairbairn. PER LA PROVA BASTA IL RESPIRO Le… MagazineIl disturbo post-traumatico da stress triplica il rischio infarto
Diverse patologie mentali, in particolare il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e i disturbi del sonno, sono associate a un aumento del rischio di infarto e angina instabile. È quanto emerge da una metanalisi pubblicata su JAMA Psychiatry, che ha analizzato i dati di oltre 22 milioni di persone. Numerose ricerche avevano già suggerito un… MagazineIl caffè e il te possono allontanare la demenza?
Una bella tazzina di caffè, appena alzati, per svegliarsi. Una delle abitudini più diffuse in Italia viene studiata da tempo e una ricerca ora rileva benefici a lunga scadenza della famosa tazzina, così come la sua alternativa: il tè. Purché non decaffeinati (la teina è in realtà caffeina sotto altra forma). Lo studio che ha… MagazineAntidepressivi: meglio uno stop rapido o graduale?
Come uscire da una terapia con antidepressivi senza rischi di ricadute? Il tema è delicato anche perché la depressione è una malattia ricorrente e tende a ripresentarsi. Una ricerca è stata condotta dall’Università di Verona e pubblicata su The Lancet Psychiatry con revisione e metanalisi di 76 studi che hanno coinvolto 17.000, età media 45… MagazineTroppo anziani per essere curati? Il caso dell’amiloidosi
Sull’amiloidosi cardiaca, malattia rara portata in primo piano dalla dolorosa vicenda del fotografo Oliviero Toscani morto nel gennaio 2025, è stato predisposto un “position paper” promosso e coordinato dall’Osservatorio malattie rare (Omar),. A dire il vero, l’amiloidosi è stata scelta e illustrata come caso emblematico di un altro problema, più esteso e trasversale, l’ageismo sanitario.… MagazineI sei sintomi depressivi legati al rischio di demenza
Alcuni specifici sintomi depressivi nella mezza età potrebbero essere associati a un aumento del rischio di sviluppare demenza molti anni dopo. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Lancet Psychiatry che ha seguito per oltre vent’anni una coorte britannica di adulti inizialmente tra i 35 e i 55 anni. La ricerca, coordinata dall’University College…