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Neuroscienze

Buono per il cuore, buono per la mente

Perché curare la salute cardiovascolare aiuta a contrastare il declino cognitivo? Il legame fra mente e cuore passa dallo stile di vita più che dai geni. Le risposte di uno studio su 7.000 gemelli

Da sempre sono stati definiti distanti o in contrasto, mente e cuore. L’affermazione più elevata e nota si trova nei Pensieri di Pascal: «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce». Ora dalla lontana Atlanta (Stati Uniti) arriva un comunicato scientifico: quel che fa bene al cuore fa bene alla mente. La novità, uscita dalla Emory University, non è tuttavia questa. Il beneficio di una buona salute del sistema cardiovascolare che si riverbera come buona salute del cervello, delle sue attività cognitive, era già emerso in precedenti studi. Quello che non si sapeva era se questo “legame” dipendesse dai geni o da fattori ambientali. Distinzione importantissima perché se si tratta di “ordini” genetici non si può modificarli mentre se il rapporto benefico tra cuore e cervello dipende da influssi dell’ambiente, su questi si può intervenire, per esempio cambiando stile di vita. Uno stile di vita più sano migliora lo stato del sistema cardiovascolare e con questo contrasta il declino cognitivo.

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