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Neuroscienze

Cosa c’è nel cervello di chi ricorda tutto?

La memoria è un tema centrale della ricerca, ma di solito si studia chi ne ha poca. Ora un gruppo italiano ha sottoposto a una risonanza magnetica otto «ipermemori», scoprendo quali aree cerebrali si attivano con i ricordi

Di memoria si parla molto. Di solito se ne lamentano i deficit. E molti scienziati si dedicano allo studio della «macchina dei ricordi» per capire dove si inceppa. Ma tutti cercano di carpirne i segreti indagando sui casi di scarsa memoria e di declino cognitivo legato all’età. In Italia, invece, un gruppo di ricercatori ha ribaltato il punto di partenza: studiando quelli che ricordano «troppo». Li chiamano «ipermemori» e hanno presente ogni giorno della loro vita, ogni particolare di anni o giorni fa, nei dettagli, anche se sono stati giorni grigi, senza storia. Si tratta di un numero molto esiguo di persone con una «ipermemoria autobiografica» e ora otto di loro sono stati sottoposti a uno studio di risonanza magnetica funzionale, nel tentativo di comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di tale straordinaria capacità. 

ANTICHI RICORDI IN DETTAGLIO 

Lo studio, condotto sperimentalmente presso la Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma, coordinato da Valerio Santangelo, Simone Macrì e Patrizia Campolongo e pubblicato sull’autorevole rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (Pnas), ha coinvolto numerosi centri di ricerca tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Perugia, l’Università della California - Irvine, l’Università di Roma La Sapienza. «Abbiamo monitorato otto persone con ipermemoria, individuate dal gruppo di ricerca nella popolazione italiana a partire dal 2015, e 21 soggetti di controllo con memoria tipica - afferma il primo autore dello studio, Valerio Santangelo, dell’ateneo di Perugia e della Fondazione Santa Lucia Irccs -. La cosa straordinaria è che, oltre a ricordare il giorno della settimana di una data lontana nel tempo, sono anche in grado di dire come erano vestiti in quella giornata, che cosa hanno mangiato, quale film hanno visto. Ancora più sorprendente è la completa assenza di esitazione o di sforzi consapevoli quando tali soggetti devono richiamare alla memoria eventi che hanno vissuto anche decine di anni prima».

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