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Neuroscienze

L'ictus si può curare sempre più efficacemente grazie alla chirurgia endovascolare

Sabato si celebra il World Brain Day. Quest'anno è dedicato all'ictus, una condizione sempre più curabile a patto che si intervenga in tempo e con la tecnica giusta. Molto può fare la prevenzione. L'80% dei casi si verifica nelle persone ipertese

Lo slogan del World Brain Day di quest'anno parla chiaro: al mondo una persona su sei nella propria vita sperimenterà un ictus. Ma se questa condizione in passato lasciava poco scampo oggi -grazie a tecniche di rimozione del coagulo che causano l'ostruzione dei vasi sanguigni cerebrali- la situazione sta radicalmente cambiando. Grazie alla chirurgia endovascolare sempre più persone sopravvivono e le disabilità associate all'ictus sono sempre meno impattanti. 

CHE COS'E' UN ICTUS CEREBRALE?

«L’ictus -spiega Valeria Caso, neurologa presso la Stroke Unit dell'Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia e presidentessa della European Stroke Organization- è un’ostruzione a livello cerebrale delle arterie che garantiscono il corretto flusso di sangue. Quando ciò accade le aree a valle del blocco non possono essere sufficientemente irrorate e con il passare del tempo vanno incontro a morte cellulare». I sintomi di questa condizione sono abbastanza evidenti e i segnali hanno la caratteristica di essere improvvisi. Un fortissimo mal di testa, non riuscire a muovere braccio e gamba -o muoverli con difficoltà-, perdita di sensibilità di un arto, difficoltà improvvisa a parlare e parte del viso che non si contrae più sono sintomi tipici di un ictus in corso.

COME SI INTERVIENE?

L'unica cura possibile per l'ictus è la rimozione del coagulo che causa l'ostruzione. «Ciò può avvenire secondo due modalità. La prima consiste nella rimozione mediante un intervento farmacologico volto a "scogliere" il coagulo, la cosiddetta fibrinolisi. La seconda -di più recente invenzione- avviene rimuovendo il trombo direttamente per via meccanica. Oggi attraverso un catetere inserito nell’arteria femorale è possibile risalire sino al cervello e arrivare nella zona dove è presente l’ostruzione» continua la Caso. 

ICTUS CEREBRALE: FARE PREVENZIONE
E' POSSIBILE

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