Dona ora
Oncologia

Come dire al bambino che ha un tumore?

BAMBINIMALATTIAPEDIATRIA Non esiste un manuale che insegni a comunicare l’esistenza di un tumore. Devono farlo insieme medico, genitori e fratelli instaurando un dialogo pieno di attenzione. Lo spiega uno dei massimi specialisti: Momcilo Jankovic

Le modalità con cui instaurare la comunicazione del tumore al bambino nella varie fasi della malattia costituisce ancor oggi motivo di controversia. La maggior difficoltà nel comunicare una diagnosi o meglio un “progetto di cura” non è tanto nel “cosa” dire ma nel “come” dirlo, e con quanti dettagli: il bambino richiede e merita rispetto. Molti genitori trovano difficile parlare ai propri figli, specie se piccoli, di argomenti o malattie “gravi” o comunque a prognosi incerta e questo rende ancora più necessario un intervento convinto e convincente dell’operatore sanitario.

Il genitore ha paura a rivelare tutto al bambino; il mistero attiva nel bambino le fantasie più negative; il genitore traduce le fantasie negative del bambino in stress e il bambino, pur realizzando che qualcosa non va bene, tace per non fare del male al genitore. Quasi come in un puzzle bisogna sistemare i tasselli, mettere ordine in questo insieme di situazioni per costruire al meglio (per i genitori e per il figlio) un progetto di cura efficace. Bisogna essere “trasparenti” il più possibile e con questo intendo comunicare: mettere cioè in comune qualcosa, dare ma saper anche “ricevere”, ascoltare, la persona con cui vogliamo parlare... e i bambini danno molto. Quasi come in un puzzle bisogna sistemare i tasselli, mettere ordine in questo insieme di situazioni per costruire al meglio (per i genitori e per il figlio) un progetto di cura efficace. Bisogna essere “trasparenti” il più possibile e con questo intendo comunicare: mettere cioè in comune qualcosa, dare ma saper anche “ricevere”, ascoltare, la persona con cui vogliamo parlare... e i bambini danno molto. I bambini, non dimentichiamolo, sono i migliori maestri. Il loro insegnamento però è molto spesso non verbale e quindi va accolto e ricercato nel loro modo di “essere” . Bisogna parlare lo stesso linguaggio per poter star loro vicino e capire ciò che tentano di dirci. I bambini, non dimentichiamolo, sono i migliori maestri. Il loro insegnamento però è molto spesso non verbale e quindi va accolto e ricercato nel loro modo di “essere” . Bisogna parlare lo stesso linguaggio per poter star loro vicino e capire ciò che tentano di dirci.  

Fai una donazione regolare

Dona ora per la ricerca sui tumori nei bambini

Frequenza di donazione
Importo della donazione