Sul calendario appeso in cucina, c'è una data segnata in rossa: quella del due novembre, giorno in cui partirà per New York. L'obiettivo è portare a termine la maratona, a cui potrà partecipare grazie alla sforzo sinergico compiuto dalla Fondazione Umberto Veronesi e dall'azienda Pittarosso. Anche se Silvia Bezzi, 44 anni da Carugate (Milano), la sua gara più difficile l'ha già intrapresa. E, per il momento, superata. Il nemico vero, nel suo caso, si chiama tumore al seno: scoperto nell'estate del 2015, «mentre ero al mare con le amiche». Ma è sul come sia arrivata a riconoscere la malattia una delle oltre cinquantamila donne che ogni anno scoprono di avere la forma di cancro più diffusa che Silvia vuole focalizzare l'attenzione. «Tornata dalla spiaggia, feci una doccia. Insaponandomi, sentii una pallina sotto il seno sinistro. Un mese prima non c'era nulla: ne sono ancora certa. Eccola, l'importanza della diagnosi precoce». Un messaggio diretto a tutte le donne, di qualsiasi età. Perché i casi anche tra le ragazze più giovani sono in un aumento: dunque occorre serrare i controlli. Almeno quelli spontanei: efficaci e gratuiti. «A fine agosto ebbi la conferma della diagnosi. Era un tumore maligno, poco più grande di un centimetro. Il 14 settembre fui operata. Non fu un periodo semplice. Ma non persi un minuto per piangermi addosso. E a fine ottobre disputai la prima Pink Parade».
Correrò per sconfiggere una volta per tutte il tumore al seno
Parla Silvia Bezzi, una delle runner che prenderanno parte alla maratona di New York del 5 novembre. «Voglio arrivare al traguardo, anche se la gara più difficile l'ho già vinta»

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