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Oncologia

La gravidanza non aumenta il rischio di recidiva per il tumore al seno

Gravidanza dopo un tumore al seno: diventare mamma non aumenta le probabilità che la malattia si ripresenti. Lo afferma uno studio presentato all'ASCO e condotto su oltre 1200 donne

Diventare mamma dopo un tumore al seno non solo è possibile ma non aumenta le probabilità che la malattia possa ripresentarsi. E' questo, in estrema sintesi, il messaggio che emerge da un ampio studio presentato in questi giorni al congresso dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago, il più importante convegno mondiale dedicato all’oncologia. Ma c'è di più: mentre nelle donne con tumore ER-positivo non si registra un aumento di recidiva e di mortalità, in quelle con tumore ER-negativo la gravidanza sembrerebbe essere addirittura un fattore protettivo.

SOLO IL 10% AFFRONTA UNA GRAVIDANZA

Anche se il tumore al seno colpisce prevalentemente a partire dai 50 anni, una buona quota delle diagnosi arriva quando le donne sono ancora in età fertile. Secondo un recente studio circa la metà di queste vorrebbe avere un figlio dopo aver superato con successo la malattia. Ma di questa metà purtroppo solo il 10% arriva a concepire un figlio. Una percentuale molto bassa dovuta, tra le altre cose, alla paura che la malattia possa ritornare.  

IL RISCHIO DI RISVEGLIARE IL TUMORE 

Uno degli argomenti principali che portano alla decisione di non avere figli dopo un tumore al seno è quello della sensibilità ormonale. Nelle donne con cancro ER-positivo, ovvero quella forma tumorale in cui il cancro cresce sotto la spinta della presenza di estrogeni, la paura è che un'eventuale gravidanza -proprio per un cambiamento ormonale- possa "risvegliare" eventuali cellule cancerose rimaste e portare ad una recidiva.

TUMORE AL SENO: GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO SONO FATTORI PROTETTIVI?

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